Genova: torna libera Waszp, la tartaruga marina salvata e curata all'Acquario
di Stefano Rissetto
La Caretta caretta è stata accudita dallo staff medico-scientifico dell’Acquario, che ha monitorato la sua ripresa fino alla completa guarigione
Dopo due mesi di cure e riabilitazione presso il centro di recupero tartarughe marine dell’Acquario di Genova, la giovane tartaruga Caretta caretta soprannominata Waszp è finalmente tornata in mare. Il rilascio è avvenuto questa mattina al largo della costa genovese, a bordo di un’imbarcazione della Guardia Costiera.
La storia di Waszp inizia il 19 aprile scorso, durante una regata dell’MFI Eurocup Waszp 2025 a Imperia. Proprio nei pressi del campo di gara, lo staff e gli istruttori dello Yacht Club Imperia hanno notato l’animale in difficoltà: nuotava inclinato e non riusciva ad immergersi correttamente. Immediato l’intervento dei biologi dell’Associazione Delfini del Ponente APS, che, con l’autorizzazione della Capitaneria di Porto e in coordinamento con l’Acquario di Genova, hanno messo in sicurezza la tartaruga. Dopo una prima accoglienza presso lo Yacht Club, Waszp è stata trasferita all’Acquario dai Carabinieri del Servizio CITES.
Battezzata Waszp in onore della classe velica protagonista della regata, la tartaruga – che al momento del rilascio misura 38,7 cm di lunghezza e pesa 6,7 kg – è stata accudita dallo staff medico-scientifico dell’Acquario, che ha monitorato la sua ripresa fino alla completa guarigione.
Il centro di recupero dell’Acquario di Genova opera dal 1994 a tutela delle tartarughe marine e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria nell’ambito dell’accordo Stato-Regioni. Riconosciuto ufficialmente nel 2017 come centro di recupero e lunga degenza dal Ministero della Transizione Ecologica, si occupa ogni anno di numerosi esemplari in difficoltà.
Le principali cause di ricovero includono interferenze con la pesca, reti fantasma, ingestione di plastica, ami nella bocca o nello stomaco, traumi da impatto con imbarcazioni, e talvolta patologie debilitanti o inquinamento da idrocarburi.
Le attività di soccorso vengono svolte in collaborazione con i Carabinieri del Servizio CITES, la Guardia Costiera e numerose realtà territoriali, secondo un protocollo d’intesa finalizzato a salvaguardare la fauna marina e promuovere una cultura del rispetto ambientale.
In caso di avvistamento di una tartaruga in difficoltà, è fondamentale contattare tempestivamente la Guardia Costiera al numero 1530 o il 112. È importante non tentare il recupero autonomo dell’animale né issarlo a bordo: ogni intervento deve essere eseguito da personale specializzato, per garantire la sicurezza dell’animale e il buon esito delle operazioni.
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