Genova, spiagge inclusive: il lavoro di A.S.Ter sul fondo degli arenili prima degli allestimenti
di Redazione
GENOVA - Prima che una spiaggia possa accogliere strutture, passerelle e dotazioni per la balneazione inclusiva, c’è un lavoro preliminare che spesso resta poco visibile, ma che è decisivo: preparare l’arenile.
È questa la fase in cui interviene A.S.Ter., che per conto della Civica Amministrazione ha eseguito e sta eseguendo una serie di interventi di riprofilatura sugli arenili genovesi interessati dai progetti di accessibilità al mare. Le lavorazioni hanno già riguardato Boccadasse, il Tritone di Sturla, la Easy Beach e Pegli 2, a Pegli, mentre sono in corso in questi giorni a Vernazzola, nuovamente nel levante cittadino.
Il compito di A.S.Ter. riguarda proprio la preparazione tecnica del fondo su cui quelle strutture dovranno poggiare. Un passaggio concreto, quasi “di base” nel senso più letterale: rendere la spiaggia più regolare, ordinata e compatibile con gli allestimenti previsti.
La riprofilatura consiste infatti nella movimentazione e redistribuzione del materiale presente sull’arenile, con il livellamento delle superfici e la correzione delle pendenze. Non significa semplicemente spianare la sabbia o la ghiaia, ma leggere la conformazione della spiaggia e intervenire in modo mirato, tenendo conto delle quote, degli accessi, del materiale disponibile, dell’esposizione al moto ondoso e delle caratteristiche specifiche di ogni tratto di litorale.
Ogni arenile, a Genova, ha una propria geografia minuta: spiagge più esposte, fondi più mobili, accessi diversi, pendenze che il mare modifica durante l’anno. Per questo gli interventi vengono programmati e realizzati caso per caso, secondo un calendario concordato con la Civica Amministrazione e collocato in una finestra stagionale il più possibile favorevole dal punto di vista meteomarino, così da ridurre il rischio che eventuali mareggiate interferiscano con l’esecuzione o con la tenuta delle lavorazioni.
Una spiaggia inclusiva è uno spazio pensato per rendere l’accesso al mare più agevole e sicuro anche per persone con disabilità, bambini, famiglie e utenti con esigenze specifiche. Perché questo obiettivo possa tradursi in un servizio realmente fruibile, la fase preparatoria è fondamentale: passerelle, piattaforme e dotazioni dedicate hanno bisogno di un fondo adeguato, stabile e coerente con il loro utilizzo.
«Il nostro lavoro arriva prima dell’allestimento vero e proprio, ma ne condiziona in modo importante la qualità», spiega Francesco Raso, responsabile del settore Rivi e Arenili di A.S.Ter. «Preparare un arenile significa conoscere quel tratto di litorale, valutarne pendenze, materiale, accessi e comportamento rispetto al mare. La riprofilatura non è un semplice livellamento: è un intervento tecnico che serve a mettere le strutture successive nelle condizioni di funzionare correttamente e di essere utilizzate nel modo più efficace possibile».
Con questi interventi, A.S.Ter. conferma il proprio ruolo nella cura operativa degli spazi pubblici cittadini, anche in un ambito delicato come quello degli arenili. Un lavoro che si vede meno delle strutture che arriveranno dopo, ma che ne rende possibile la posa e il corretto utilizzo.
Perché l’accessibilità, anche in spiaggia, comincia spesso da ciò che sta sotto: da una pendenza corretta, da una superficie preparata, da un fondo capace di accogliere ciò che verrà costruito sopra.
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