CISCE 2026, l’ambasciatore Ambrosetti: “15 miliardi di export e 33 miliardi di fatturato: la Cina è un mercato chiave per l’Italia”
di Luca Pandimiglio
PECHINO – Le relazioni tra Italia e Cina passano sempre più dai territori, dalle regioni e dalle città. Un legame che affianca il dialogo tra governi e che rappresenta una delle nuove direttrici di sviluppo del partenariato bilaterale tra i due Paesi. Lo ha sottolineato l’ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, Massimo Ambrosetti, intervenendo a margine del China International Supply Chain Expo (CISCE) di Pechino, dove la Liguria partecipa come Regione ospite d’onore.
“Questa presenza è molto importante per il Sistema Italia perché, nell’ambito del partenariato bilaterale con la Cina, accanto al livello governativo assume un ruolo sempre più rilevante quello degli enti locali”, ha spiegato Ambrosetti. “Le relazioni economiche si sviluppano infatti anche attraverso il rapporto con le province e le città cinesi e per questo la proiezione internazionale dei nostri territori è fondamentale”.
Un ruolo che coinvolge numerosi ambiti, dall’economia alla cultura, passando per la ricerca e la formazione.
“Parliamo naturalmente delle relazioni commerciali e degli investimenti, ma anche delle collaborazioni universitarie e culturali. Si tratta di un obiettivo che i nostri ministri degli Esteri hanno individuato come prioritario durante l’incontro dello scorso ottobre, inserendolo tra le nuove componenti istituzionali del Comitato governativo Italia-Cina”.
L’ambasciatore ha poi ricordato come i rapporti tra i due Paesi affondino le proprie radici nella storia, con un legame che coinvolge direttamente anche la Liguria e Genova.
“Le nostre relazioni hanno origini molto profonde. Anche la Liguria e Genova hanno avuto un ruolo importante: le comunità mercantili italiane presenti in Cina già nel XIII secolo erano composte anche da liguri, come testimoniano diversi musei cinesi. È una storia antica che oggi si rinnova attraverso una nuova proiezione economica e commerciale verso un mercato che continua ad avere un peso determinante a livello mondiale”.
Guardando alle prospettive future, Ambrosetti ha evidenziato la solidità dei rapporti economici tra Roma e Pechino, ma anche le sfide che attendono le imprese italiane.
“La Cina rappresenta il primo mercato extraeuropeo per l’export italiano dopo gli Stati Uniti, con circa 15 miliardi di euro di esportazioni. A questo si aggiungono oltre 33 miliardi di euro di fatturato generati dalle più di 1.500 imprese italiane presenti nel Paese”.
Secondo l’ambasciatore, la partita più importante si giocherà però sul terreno dell’innovazione.
“La grande sfida e, allo stesso tempo, la grande opportunità di collaborazione riguarda il settore delle tecnologie avanzate e dell’innovazione. È lì che si sta costruendo il futuro dell’economia mondiale. L’Italia è un Paese capace di innovare e deve confrontarsi con una sfida complessa ma estremamente stimolante come quella rappresentata dal mercato cinese”.
La partecipazione della Liguria al CISCE si inserisce proprio in questa strategia di rafforzamento delle relazioni economiche e istituzionali tra Italia e Cina, puntando su logistica, innovazione, ricerca e sviluppo come leve per costruire nuove opportunità di crescita e collaborazione.
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