Genova si stringe attorno a Emanuele: il giorno del silenzio e del dolore alla camera ardente

di Anna Li Vigni

Si può rendere omaggio alla salma fino alle 20 e domani dalle 8 alle 20. Giovedì le esequie

Come lunedì pomeriggio, anche in questa giornata dell'Epifania i genovesi rendono omaggio a Emanuele Galeppini, il 16enne campioncino di golf scomparso nel rogo del pub 'Le Constellation' di Crans-Montana insieme con altri 39 ragazzini.

Il feretro è rientrato ieri dalla Svizzera con un volo militare, che trasportava tutte le vittime italiane, con scalo a Linate e prosecuzione via terra verso Genova e la sala attigua alla cappella dei Cappuccini interna all'ospedale di San Martino.

L'ultimo viaggio di Achille, Chiara, Giovanni, Emanuele e Riccardo è stato a bordo di un C130 che li ha riportati a casa. Le salme di cinque dei sei giovani connazionali morti nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana sono rientrate in Italia con un volo di Stato. A bordo non c'era Sofia Prosperi, la sesta vittima italiana, perché viveva a Lugano.

   Abbracci, silenzi e lacrime negli aeroporti militari di Linate e Ciampino, dove ad accogliere i feretri c'erano parenti e autorità locali e nazionali, tra cui il presidente del Senato, Ignazio La Russa, i ministri degli Esteri e dello Sport, Antonio Tajani e Andrea Abodi, e il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Mentre la premier Giorgia Meloni ha invitato ministri, alte cariche e leader dell'opposizione a un momento di "unità nazionale" con una messa che si terrà venerdì pomeriggio nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo nel cuore della Capitale. Il presidente del Consiglio ha anche contattato la mamma del sedicenne bolognese Giovanni Tamburi per esprimerle la propria vicinanza. "Mi è stata vicina personalmente - ha raccontato Carla Masiello - dandomi tutto il suo appoggio come se fossi stata sua sorella. Da mamma a mamma, da cuore a cuore".

   E all'atterraggio del volo sulla pista di Linate è calato il silenzio. Dall'aereo sono scese le salme dei due amici milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo, di Giovanni Tamburi e del genovese Emanuele Galeppini. Le bare, in legno chiaro, sono state spostate sui carri funebri e benedette da un sacerdote. Da lì sono partiti i due cortei per riportare Giovanni ed Emanuele nelle loro città.

   Il C130 è poi decollato di nuovo alla volta dello scalo romano di Ciampino con a bordo Riccardo Minghetti. In un clima di silenzio e profonda commozione, i parenti hanno accarezzato la bara e si sono abbracciati tra loro prima di salutare le autorità presenti. Riccardo, studente di una scuola superiore nel quartiere romano dell'Eur, era a Crans-Montana insieme alla sorella e all'amico Manfredi Marcucci, rimasto ferito nell'incendio. I funerali sono in programma mercoledì mattina nella basilica dei Santi Pietro e Paolo. Nello stesso giorno Milano darà l'ultimo saluto a Chiara e Achille mentre a Bologna ci saranno le esequie di Giovanni.

   E le famiglie delle giovani vittime ora "chiedono giustizia". A riferirlo l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. "Sono morto con lui. Ripartirò nella vita con un vuoto enorme" ha detto il papà Giovanni Tamburi, all'arrivo del feretro del figlio al cimitero di Borgo Panigale. Mentre la mamma di Achille Barosi, all'esterno della camera ardente, si è detta "orgogliosa di essere italiana" e ha voluto ringraziare le autorità per "tutto quello che hanno fatto".

    Proprio nel pomeriggio, in una conferenza stampa, il capo della protezione Civile Fabio Ciciliano ha fatto il punto sul coordinamento delle attività legate alla strage di Capodanno. "Fin dalle prime luci dell'alba - ha affermato - la protezione civile si è mossa con un meccanismo di collaborazione transfrontaliera dando la possibilità ai colleghi della Valle D'Aosta di raggiungere immediatamente Crans-Montana per dare un supporto con la componente sanitaria e tecnica".

   Intanto, al Niguarda cinque si trovano nel Centro grandi ustioni e sei in terapia intensiva, tre dei quali in condizioni "particolarmente critiche". Per Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione dell'ospedale, "nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti", la cui "situazione clinica è estremamente seria".

L'inchiesta - Con i lavori di ristrutturazione che erano previsti nei prossimi mesi, la tragedia del Constellation avrebbe potuto essere ancora più devastante. Nel giorno del rimpatrio dei feretri dei cinque giovani italiani, il peso dei 40 morti e dei 116 feriti nell'incendio di Capodanno sembra gravare ancora di più sulle spalle dei gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti. Intanto l'amministrazione comunale di Crans-Montana ha revocato l'autorizzazione all'esercizio de 'La petite maison', secondo locale sul suolo dell'ente locale svizzero dei coniugi Moretti. Questa decisione comporta la chiusura immediata. Contro il provvedimento è possibile presentare ricorso.  Il Comune ha convocato una conferenza stampa per domani mattina, quando "presenterà degli elementi fattuali legati agli avvenimenti tragici della notte di San Silvestro".

Proprio ieri la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha fatto sapere che il resto dell'indagine si concentrerà anche "sull'analisi del fascicolo ottenuto dal Comune" (in Svizzera, sono gli enti locali responsabili dei controlli antincendio). La dichiarazione è giunta dopo che, nei giorni scorsi, il Comune, guidato dal sindaco Nicolas Féraud, aveva annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento contro i Moretti.    Secondo quanto rivelato dalla testata svizzera Rts, il 19 dicembre scorso, meno di due settimane prima del rogo, il gestore aveva fatto richiesta per un ulteriore ampliamento del locale. Tra le modifiche ci sarebbe stata anche la rimozione di un'uscita laterale della terrazza coperta. Questa chiusura, nel caso dell'incendio del primo gennaio, avrebbe impedito a un numero ancora maggiore di persone di fuggire in modo rapido. Al setaccio vengono passati anche i lavori di ristrutturazione svolti nel 2015, dettagliati nel permesso di costruire richiesto per il nuovo ampliamento. La porta interna del bar misura un metro e mezzo, "con un'apertura non conforme" - secondo la tv svizzera - dato che dovrebbe spalancarsi nella direzione di fuga, e non verso l'interno. Lo stesso accade per la porta della veranda.

Un'altra questione riguarda l'autorizzazione dei lavori di dieci anni fa. All'epoca sarebbe stata installata la schiuma fonoassorbente da cui è divampato l'incendio di Capodanno. La sua infiammabilità pare fosse già nota, come dimostrato in un video del primo gennaio 2020 diffuso sui media svizzeri, "Fate attenzione alla schiuma! Fate attenzione alla schiuma!", urlava il barman alle giovani che sollevavano bottiglie di alcolici con le ormai note candele pirotecniche. L'installazione di questo materiale - sempre secondo la tv svizzera - non rientrava nel permesso di costruire richiesto nel 2015 da un residente di Crans Montana che era il proprietario delle mura, e non dai coniugi Moretti. Un'istanza che, per Rts, sarebbe comunque stata presentata tre mesi dopo l'arrivo sul posto di un piccolo escavatore. Oltre alla schiuma fonoassorbente, gli interventi avrebbero riguardato la terrazza, modificata, e la scala del seminterrato, ristretta.

Interrogativi ai quali cerca di dare risposta la procuratrice generale Pilloud. Dopo aver spiegato che non ci sono i termini per portare in carcere i Moretti, entrambi indagati - manca in particolare il pericolo di fuga - oggi sul tema è intervenuto l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. I gestori "in Italia sarebbero arrestati", ma in Svizzera ci "sono procedure diverse", ha spiegato al cimitero di Sion. "Le famiglie delle vittime chiedono giustizia" ha poi aggiunto dopo aver accompagnato verso il C-130 decollato alla volta di Linate i parenti stretti dei cinque morti rimpatriati. In ogni caso "le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione", ha sottolineato una volta incontrati i vertici dell'esecutivo del Canton Vallese. L'inchiesta che però è solo all'inizio: ci vorrà "un'enorme quantità di tempo. Siamo nella vita reale, non in una serie Tv di 45 minuti", ha ricordato Pilloud.

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