Genova, sequestrati in porto 538 kg di cocaina

di Michele Varì

La droga, proveniente dalla Colombia e diretta a Napoli, avrebbe fruttato 200 milioni di euro

Il porto di Genova si conferma lo scalo preferito dai cartelli dei narcos del sud America per spedire cocaina in Europa. La guardia di finanza e gli ispettori delle Dogane nel corso di un'operazione denominata “nevischio” hanno sequestrato 538 chili cocaina in un container stipato fra sacchi di caffé e imbarcato su un cargo proveniente da Cartagena, in Colombia, e diretto a Napoli.

La droga, 493 panetti conservati in 19 borsoni, se immessa sul mercato avrebbe fruttato oltre 200 miloni di euro. Si presume fosse destinata a trafficanti affiliati alla criminalità organizzata, camorra o 'ndrangheta, anche se su questo le indagini sono ancora in corso. E' ipotizzabile che i narcos potessero contare sulla complicità di alcuni marittimi compiacenti. 

L'operazione, a cui hanno collaborato le autorità francesi, è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Genova. Un maxi sequestro di cocaina che nasce dall’attività di monitoraggio sugli oltre 2 milioni di container che transitano ogni anno nel porto di Genova, come hanno detto il comandante della guardia di finanza di Genova Enzo Nisi e il dirigente delle Dogane Maurizio Gallucci.

Appena si è diffusa la notizia dell'ingente sequestro di droga alla Dda di Genova, alle dogane e alla Guardia di finanza sono arrivati ì i “complimenti” del ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Nessuna tolleranza per narcotrafficanti e mafie!”, ha detto il vice premier.

La conferenza stampa indetta per raccontare l'operazione Nevischio è stata l'occasione per l'ultima apparizione pubblica del comandante della guardia di finanza di Genova Renzo Nisi, che dopo 3 anni andrà al comando generale di Roma a dirigere il nucleo speciale beni e servizi che si occuperà fra l'altro di contraffazione. Al suo posto arriverà dal comando di Messina il generale Vincenzo Tomei.

Michele Varì