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Genova, sembra un albero ma è un'antenna: ecco il ripetitore "mostro"

di Michele Varì

Le immagini dell'impianto dato alle fiamme nella notte in un giardino della Costa di Rivarolo

La gente del posto racconta che è stata installata a giugno, quasi di nascosto, nel giro di pochi giorni ed era lì.

Fa impressione vedere da vicino l'antenna camuffata da albero data alle fiamme la scorsa notte in via Negrotto Cambiaso, nel verde della Costa di Rivarolo.

Un angolo di Genova da panorami mozzafiato, come fa notare il parroco della chiesa poco lontano: "Da una parte si vedono Rivarolo, il ponte di Genova e il mare, dall'altra Bolzaneto". Sul piazzale della chiesa i bambini che giocano con gli animatori della parocchia riportano indietro nel tempo, quando ancora di giocava per strada.

In questo incanto di posto ecco il finto albero: un pugno in un occhio, un imponente mostro di plastica che somiglia all'abete che vediamo a Natale in piazza De Ferrari, ma più basso e tutto di plastica, finto da fare paura, un fusto abnorme con dei fori, la corteccia di plastica, quasi delle rughe sul tronco. E poi i rami, lunghi e spogli, brutti, un'offesa alle piante vere.

A guardarlo da vicino, anche se bruciato, con nell'aria ancora l'odore di plastica liquefatta, si rimane allibiti e non si capisce come le aziende di telefonia possano arrivare a tanto. E allontandosi guardati a vista dal proprietario dell'area, che ha disegnato sul viso il suo disappunto per la presenza del cronista, rimane un'unica certezza: meglio una grigia antenna tradizionale di questo Frankenstein che sembra prendere in giro la natura e pure gli abitanti della zona.