Genova, Sant'Egidio commemora i sette senza dimora morti nell'ultimo anno

di Redazione

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Genova, Sant'Egidio commemora i sette senza dimora morti nell'ultimo anno

Nell'ultimo anno sono stati sette i senza dimora morti per la durezza della vita di strada.

Li ha ricordati la Comunità di Sant'Egidio in una celebrazione che si è tenuta conclusa nella basilica della Ss. Annunziata del Vastato a Genova che ha raccolto decine di senza dimora e di volontari impegnati ogni giorno nell'aiuto a chi vive per strada. Nella messa - presieduta don Maurizio scala di Sant'Egidio e padre Nicola Gay di san Marcellino - sono stati ricordati i nomi di tutte le donne e gli uomini mancati in questi anni. Per ciascuno è stata accesa una candela.

"Il loro nome - ha detto don Maurizio Scala nell'omelia - é il nome di Gesù. Accanto a loro abbiamo compreso meglio anche il nostro nome, il senso della nostra vita, di come spenderla e consumarla. L'amore ci aiuta a non farci avvelenare dall'inimicizia che inquina tutto". E ha aggiunto: "questo é il tempo per ritessere il tessuto umano delle periferie della nostra città, un tessuto che la mancanza di diritti e l'emarginazione hanno lacerato, perché non esista più un mondo a parte". Il primo nome ricordato è stato quello di Pietro Magliocco, una delle prime persone conosciute dalla Comunità di Sant'Egidio durante il servizio serale a chi vive per strada.
Dormiva nella stazione FS di Sampierdarena: da vari giorni malato di polmonite, è morto la notte stessa del suo ricovero in ospedale l'11 febbraio 1993. Aveva 57 anni. L'ultimo è quello di Mauro che si è spento a 72 anni il 13 febbraio scorso. Attorno alla memoria di Pietro è cresciuto negli anni un largo movimento di solidarietà, con circa duecento persone di ogni età, che preparano il cibo la sera visitano le stazioni e gli altri luoghi dove vivono i senza dimora, portando cibo, bevande calde, sacchi a pelo e coperte. Ma sono state anche individuate soluzioni alternative alla strada che hanno permesso ad alcuni di abbandonarla. A Genova sono oltre cento le persone che ancora vivono per strada.

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