Genova, a oltre trent'anni di distanza, può aprirsi il processo per il delitto del trapano

di Claudio Baffico

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Genova, a oltre trent'anni di distanza, può aprirsi il processo per il delitto del trapano

A oltre 30 anni dal delitto del trapano potrebbe esserci un processo.

Perché la pm Patrizia Petruzziello ha chiesto il rinvio a giudizio per Fortunato Verduci, carrozziere di 66 anni, accusato di aver ucciso Luigia Borrelli.

L'infermiera e prostituta fu massacrata nel 1995 a Genova nel basso di vico Indoratori e finita a morte con un trapano. L'accusa contesta l'omicidio pluriaggravato e la rapina aggravata. Ci sono anche due nuove accuse: il furto aggravato di gioielli, avvenuto a dicembre 2023, della sua compagna che lo ospitava in casa e l'impiego di beni provenienti da reato.
    Adesso la giudice Martina Tosetti dovrà fissare una data per l'udienza preliminare al termine della quale decidere se rinviare a giudizio o meno Verduci.
    Il carrozziere (difeso dagli avvocati Emanuele Canepa e Andrea Volpe) è un uomo libero visto che il gip, il Riesame e anche la Cassazione hanno respinto la richiesta della procura di arrestarlo. Per i giudici ci sono sì granitici indizi ma sono passati oltre 30 anni. L'uomo era stato individuato grazie al Dna estratto da una macchia di sangue trovata sulla scena del crimine. Il profilo era risultato compatibile con quello di un lontano parente, che si trova recluso nel carcere di Brescia.
    Secondo l'accusa Verduci, ludopatico e pieno di debiti, avrebbe ucciso Luigia (i cui familiari sono assistiti dall'avvocata Rachele De Stefanis) per rapinarla dopo averla picchiata brutalmente per poi finirla con un trapano.
   

 
 

 
 
 

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