Genova, annullato sequestro denaro e gioielli all'amica di Spinelli

di c.b.

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Genova, annullato sequestro denaro e gioielli all'amica di Spinelli

I giudici del tribunale del Riesame hanno annullato il sequestro preventivo di 130 mila euro in contanti e gioielli fatto all'amica di Aldo Spinelli, quest'ultimo indagato ad Aosta per un giro di fiches in cambio di mazzette.

La donna è indagata per riciclaggio.

I finanzieri si erano presentati a casa e avendo trovato i soldi e anche un Rolex e un bracciale Cartier avevano proceduto al sequestro preventivo perché non compatibili con il reddito dichiarato. La giudice Silvia Carpanini aveva convalidato il provvedimento sostenendo la sussistenza degli indizi senza però avere visto gli atti dei pm valdostani.

Il legale della donna, l'avvocato Luca Ciurlo, si era opposto e aveva impugnato il provvedimento davanti al Riesame. I giudici (presidente Marina Orsini, Adriana Petri e Luisa Camposaragna) hanno disposto l'annullamento del sequestro, con la restituzione di soldi e preziosi. Secondo i magistrati, il sequestro per sproporzione può essere fatto in presenza di "un quadro indiziario solido, tale da fondare una prognosi di condanna" fondato su atti di indagine, che la difesa ha sempre contestato, "che però il gip non ha potuto vedere".
La nuova indagine per corruzione a carico di Spinelli (difeso dall'avvocata Sabrina Franzone) era partita nel 2024. Secondo gli investigatori valdostani, l'anziano imprenditore quattro giorni dopo avere ottenuto la revoca della custodia cautelare - per la vicenda della corruzione in porto a Genova che aveva coinvolto l'allora presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - avrebbe dato mille euro ciascuno a due funzionari del Casinò di Saint Vincent per farsi cambiare 85 mila euro in fiches e farli accreditare sul conto della sua amica.
Uno dei due funzionari aveva detto alla moglie che "quel signore, Spinelli, ci ha dato un sacco di soldi, non i soliti 500 ma due mila euro" e "li ha dati sotto il tavolo perché gli ho cambiato 100 mila euro in contanti". L'avvocata ha sempre sostenuto che "si tratta di cifre regolarmente tenute e che l'imprenditore era convinto della liceità dell'operazione.

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