Sanremo, esposto Fiab contro la chiusura della ciclovia durante il Festival

di Redazione

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"La chiusura per dieci ore al giorno rischierebbe di spingere residenti, lavoratori e turisti a tornare all’uso di scooter e automobili"

Sanremo, esposto Fiab contro la chiusura della ciclovia durante il Festival

La FIAB Riviera dei Fiori ha presentato un esposto alla Prefettura di Imperia per chiedere la sospensione della delibera con cui il Comune di Sanremo dispone, dal 24 al 28 febbraio e nella fascia oraria 16-2, la chiusura alle biciclette di un tratto della pista ciclopedonale tra Pian di Poma e il parcheggio di Taggia. Il provvedimento prevede che la ciclovia venga temporaneamente trasformata in corsia riservata a minibus, taxi e mezzi di servizio a supporto del Festival di Sanremo.


"Scelta che penalizza la mobilità sostenibile" - A spiegare le ragioni dell’iniziativa è il presidente della Fiab locale, Dario Messina: "La Ciclovia Tirrenica rappresenta un’infrastruttura strategica e un’opportunità concreta per sperimentare soluzioni innovative di mobilità sostenibile, soprattutto in occasione di grandi eventi. Il Festival può diventare un laboratorio di mobilità moderna e sicura, ma servono pianificazione basata su dati oggettivi, trasparenza e confronto preventivo con associazioni e cittadini".

Secondo l’associazione, la pista ciclopedonale costituisce oggi l’unico tracciato protetto e continuo disponibile in città. La chiusura per dieci ore al giorno, sostengono, rischierebbe di spingere residenti, lavoratori e turisti a tornare all’uso di scooter e automobili, con un conseguente aumento del traffico e dei rischi per pedoni e ciclisti.


Un’infrastruttura premiata a livello nazionale - La Fiab sottolinea inoltre che la Ciclovia della Riviera Ligure, di cui il tratto interessato fa parte, è stata recentemente insignita degli Italian Green Road Award, riconoscimento nazionale dedicato alle infrastrutture che si distinguono per qualità turistica e sviluppo sostenibile. Proprio alla luce di questo premio, l’associazione giudica la decisione "ancora più grave", ritenendo che un evento di richiamo internazionale come il Festival dovrebbe valorizzare, e non limitare, le infrastrutture dedicate alla mobilità dolce. Ora la parola passa alla Prefettura, chiamata a valutare l’esposto e le richieste avanzate dall’associazione ambientalista.

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