Genova, ritardi sull'erogazione delle indennità per i cantieri ferroviari a residenti della Valpolcevera
di Claudio Baffico
A distanza di mesi dalla scadenza fissata a luglio 2025, numerosi residenti di Fegino, Rivarolo e Certosa non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione per l’erogazione della seconda tranche annuale dell’indennità legata ai disagi dei cantieri ferroviari. Una situazione che sta alimentando malcontento tra i cittadini delle zone maggiormente coinvolte dai lavori.
Le compensazioni economiche riguardano le aree interessate dal progetto del “Nodo ferroviario Ultimo Miglio di Genova”, intervento infrastrutturale che sta comportando rumori continui, polveri, vibrazioni e conseguenze significative sulla qualità della vita. Le famiglie potenzialmente beneficiarie dell’indennizzo, distribuite lungo l’asse che va da Fegino a Sampierdarena, sono complessivamente 3.484.
La questione era già stata segnalata l’11 settembre 2025 dal Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che aveva scritto a RFI, COCIV e al Municipio V Valpolcevera denunciando il mancato avvio delle procedure di pagamento. Da allora, però, non sarebbero arrivate risposte concrete sui tempi di liquidazione.
Il caso è approdato anche in Consiglio regionale grazie a un’interrogazione del consigliere Gianni Pastorino (Lista Orlando). “Nonostante i ripetuti solleciti – ha dichiarato – RFI non ha fornito alcun riscontro né indicazioni precise sulla ripartenza dell’iter. Le famiglie continuano a sopportare disagi ambientali, acustici e persino strutturali, senza ricevere quanto previsto e senza conoscere tempistiche certe”.
In aula è intervenuto l’assessore Giacomo Gampedrone, spiegando che la Regione Liguria, attraverso il Comitato PRIS, deve poter disporre della documentazione progettuale e delle convenzioni tra Comune e RFI per determinare gli indennizzi e valutare eventuali ulteriori misure compensative. Tali atti, ha precisato, sarebbero attualmente in fase di definizione.
L’auspicio espresso dall’assessore è che la stesura venga completata nel più breve tempo possibile, così da consentire al Comitato PRIS di approvare lo schema necessario e procedere finalmente con il riconoscimento delle somme dovute ai cittadini, che attendono da diversi mesi.
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