Violenza in carcere a Marassi e La Spezia, l'allarme di Pagani (Uilpa): "Serve cambiare i vertici delle strutture"
di Luca Pandimiglio
“Basterebbe riorganizzare e sostituire i pensionati per risolvere gran parte dei problemi”
Negli ultimi giorni si sono registrati episodi di violenza che hanno coinvolto sia detenuti che agenti della polizia penitenziaria, portando nuovamente all’attenzione pubblica le criticità del sistema penitenziario italiano. Ieri, nella casa circondariale di Marassi, un detenuto di origine nord-africana ha aggredito un agente della polizia penitenziaria con una testata mentre si trovava nell’infermeria dell’istituto. Il poliziotto ha riportato un trauma al naso, guaribile in pochi giorni. Subito dopo, lo stesso detenuto ha minacciato il personale medico presente. Episodi rappresentano una manifestazione evidente dei problemi cronici nelle carceri italiane: il sovraffollamento, la carenza di personale, la gestione di detenuti con problematiche psichiatriche e la complessità del trattamento dei reclusi stranieri.
Fabio Pagani, segretario generale della UILPA, ha espresso preoccupazione per la situazione negli istituti di Marassi e La Spezia. Secondo Pagani, “la polizia penitenziaria continua a essere l’agnello sacrificale di un sistema mal governato”. Il segretario ha sottolineato la necessità di cambiare i vertici delle strutture, paragonando la gestione dei dirigenti degli istituti a quella di allenatori di calcio: quando una squadra non funziona, non si cambiano i giocatori ma l’allenatore.
Pagani ha evidenziato che molti episodi di violenza derivano da detenuti con problemi psichiatrici o tossicodipendenti, sottolineando che le strutture attuali non sono adeguate a gestire questi casi. “Non possiamo chiedere agli agenti di trattare persone malate di mente o tossicodipendenti: servono capi in grado di coordinare tutte le aree, sanitaria e penitenziaria”, ha aggiunto.
La gestione delle criticità
Il segretario ha citato l’esperienza del carcere di Sanremo, dove, dopo il cambio di direzione, non si sono registrati episodi critici. Secondo Pagani, la chiave del successo è il rispetto delle regole e la distinzione tra detenuti meritevoli e non: chi rispetta le norme deve avere premi e agevolazioni, chi non lo fa deve essere gestito in modo restrittivo, per garantire sicurezza e rieducazione senza mettere a rischio gli agenti.
Pagani ha inoltre rimarcato la problematica del sovraffollamento e della carenza di organico: molti poliziotti penitenziari sono costretti a turni straordinari prolungati, fino a 12-14 ore al giorno, per sopperire alle mancanze del sistema. “Basterebbe riorganizzare e sostituire i pensionati per risolvere gran parte dei problemi”, ha precisato.
Verso un cambiamento generazionale
Un segnale positivo riguarda l’arrivo di giovani tirocinanti nelle carceri liguri. Pur trattandosi di un percorso formativo breve, questi giovani avranno l’opportunità di comprendere sin dall’inizio le responsabilità e i sacrifici del ruolo di poliziotto penitenziario.
Pagani ha concluso ringraziando tutti gli agenti che quotidianamente operano in condizioni difficili per garantire la sicurezza degli istituti e il rispetto della legge, sottolineando come sia necessario un intervento concreto dei vertici ministeriali per affrontare le criticità.
La situazione nelle carceri di Marassi e La Spezia rappresenta un campanello d’allarme per l’intero sistema penitenziario italiano, dove il sovraffollamento, la gestione dei detenuti vulnerabili e la carenza di personale continuano a generare episodi di violenza. L’appello dei sindacati è chiaro: serve una riorganizzazione urgente e una gestione competente a tutti i livelli per garantire sicurezza e dignità a detenuti e poliziotti.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Genova, riapre l’ascensore di Quezzi mercoledì 4 marzo dopo la revisione decennale
03/03/2026
di Carlotta Nicoletti
