Dissesto idrogeologico, vicesindaco Terrile: “Non bastano interventi ordinari”. Bucci: “Sì al confronto, serve progettualità concreta”

di Carlotta Nicoletti

Il Comune chiede un coordinamento tra Regione e Governo per affrontare le criticità

Il dissesto idrogeologico di Genova richiede un approccio straordinario. Il Comune chiede un coordinamento tra Regione e Governo per affrontare le criticità del territorio e le infrastrutture ormai datate, molte risalenti agli anni Sessanta.

Strategia – L’amministrazione comunale sostiene che il problema non può limitarsi a crolli isolati o interventi puntuali. La morfologia della città e l’invecchiamento delle strutture impongono una visione complessiva. Da qui la lettera inviata alla Regione per aprire un confronto con Roma e con gli enti locali.

Confronto istituzionale – Domani la sindaca incontrerà la Protezione civile nazionale per valutare strumenti e risorse. L’obiettivo è un tavolo permanente tra Comune, Regione e Governo, superando logiche frammentarie e affrontando la fragilità idrogeologica in modo organico.

Risorse – “Servono progetti e servono anche i denari per la progettazione”, sottolinea il vicesindaco di Genova Terrile. Gli interventi strutturali richiedono investimenti importanti e tempi lunghi, soprattutto in una città con versanti complessi e infrastrutture datate.

Scolmatore – La Regione indica nello scolmatore del Bisagno una soluzione centrale, ma il Comune replica: i fondi risalgono al 2016 e l’avanzamento dei lavori è minimo. La struttura da sola non basta a garantire la sicurezza.

Replica Bucci – Il presidente della Regione, Marco Bucci chiarisce: “Abbiamo letto la lettera del Comune. Non è solo un discorso di soldi, serve un ragionamento complessivo. Sediamoci attorno al tavolo, coordiniamo il sistema e definiamo progetti concreti. Siamo disponibili, ma bisogna farlo nei modi giusti, altrimenti l’avvio resta solo parola nel vento”. Bucci aggiunge: “Si può discutere di strumenti per incentivare interventi privati, ma serve chiarezza e contorni definiti. Non è un no, è un sì alla collaborazione”.

Infrastrutture – Sullo sfondo resta la vetustà delle opere degli anni Sessanta. Il Comune ribadisce la necessità di una pianificazione complessiva che coniughi prevenzione, manutenzione e nuovi interventi, riducendo il rischio per cittadini e imprese.

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