Genova, approvato progetto di housing sociale per detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo
di Claudio Baffico
Il Consiglio comunale di Genova ha discusso e approvato all’unanimità una mozione dedicata al reinserimento sociale delle detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo. L’atto, presentato dal gruppo del Partito Democratico, propone l’attivazione di un progetto comunale di housing sociale temporaneo rivolto alle donne in uscita dal carcere che non dispongono di una casa o di una rete familiare di supporto.
L’obiettivo è offrire una risposta concreta a una delle criticità più delicate del percorso post-detentivo: la mancanza di un’abitazione stabile, che spesso rappresenta uno degli ostacoli principali alla ricostruzione di un percorso di autonomia e alla prevenzione della recidiva.
Nel dettaglio, la mozione impegna la sindaca e la Giunta a promuovere il progetto in collaborazione con la Direzione del carcere di Pontedecimo, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), i servizi sociali territoriali e le realtà del terzo settore. Il piano è pensato non solo per le detenute in uscita prive di dimora, ma anche per quelle non residenti a Genova che, durante i permessi premio, non dispongono di un luogo idoneo dove incontrare figli o familiari.
Tra i punti centrali della proposta vi è l’individuazione di immobili comunali dismessi o di altri spazi adeguati da destinare all’accoglienza abitativa temporanea. La gestione potrebbe avvenire anche attraverso convenzioni con enti del terzo settore, così da garantire un accompagnamento professionale e continuativo.
Il progetto non si limita all’aspetto abitativo. La mozione prevede infatti la costruzione di percorsi personalizzati di accompagnamento all’autonomia, con servizi di supporto sociale, psicologico, educativo e lavorativo. Particolare attenzione viene riservata alla formazione professionale e alla possibilità di attivare collaborazioni con aziende partecipate dal Comune, come ad esempio AMIU, per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.
Per sostenere economicamente l’iniziativa, il documento invita l’amministrazione a intercettare finanziamenti europei, nazionali e regionali, tra cui le risorse del FSE+ e del PNRR, oltre a valutare l’adesione a reti specializzate come fio.PSD o la stipula di convenzioni con il Ministero della Giustizia.
Un ulteriore impegno riguarda la promozione di una campagna di sensibilizzazione sul tema del reinserimento delle persone detenute, con un’attenzione specifica alla condizione femminile e alla funzione rieducativa della pena, principio cardine dell’ordinamento italiano.
Durante la discussione in aula sono stati presentati tre emendamenti: uno a firma dello stesso proponente, il consigliere Enrico Vassallo (PD), e due della consigliera Francesca Ghio (AVS). Le modifiche sono state accolte dal proponente, contribuendo a rafforzare il testo condiviso. Anche il gruppo Silvia Salis Sindaca ha chiesto di sottoscrivere la mozione.
A nome della Giunta, l’assessore al Patrimonio Davide Patrone ha espresso parere favorevole. Il provvedimento, così come emendato, è stato quindi messo ai voti e approvato all’unanimità, segnando un passaggio politico condiviso su un tema sociale di forte impatto per la città.
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