Genova, rinvio a giudizio per tre ragazzi: scambiavano materiale pedopornografico e incitavano al terrorismo
di Redazione
I tre, tutti ventenni, sono ora ai domiciliari: nei loro messaggi anche discriminazione e odio razziale
La procura di Genova ha chiesto il giudizio immediato per i tre ragazzi accusati di fare parte di un gruppo Telegram attraverso il quale scambiavano materiale pedopornografico, incitavano all'odio razziale e facevano apologia di terrorismo. L'indagine della Digos e della polizia postale, coordinata dai sostituti procuratori Gabriella Dotto e Federico Manotti, aveva portato all'arresto di tre ventenni, ora ai domiciliari.
Il gruppo è accusato di far parte di una chat Telegram Blocco Est Europa, a cui erano iscritte un centinaio di persone. Attraverso il canale si scambiava materiale pedopornografico e si incitava all'odio e alla discriminazione per motivi razziali, etnici e religiosi nonché di apologia di gravi crimini anche di tipo terroristico (come omicidi e stragi). I pm hanno stralciato la parte di indagine per identificare tutti i partecipanti al canale. Era stata inaugurata anche una vera e propria "campagna di addestramento" al tiro con armi ad aria compressa utilizzando come bersaglio le foto di importanti cariche dello Stato in varie zone abbandonate della città di Genova. I campi di esercitazione clandestini si trovavano in edifici abbandonati sulle alture di Borgoratti, Quezzi e a Rivarolo in un capannone abbandonato delle Ferrovie. Tra le armi sequestrate anche una pistola 'vera', una calibro 22 legalmente detenuta. Poi fucili e pistole ad aria compressa e numerose armi da taglio.
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