Genova premia Diaspro con il Grifo d’Oro: scienza, giovani e futuro della ricerca

di R.C.

3 min, 19 sec

A Genova il Grifo d’Oro ad Alberto Diaspro celebra una carriera nella scienza e riaccende l’attenzione sul valore e sulle criticità della ricerca in Italia.

Genova premia Diaspro con il Grifo d’Oro: scienza, giovani e futuro della ricerca

In occasione del giorno della Bandiera di Genova e di San Giorgio, il Comune ha deciso di premiare con il Grifo d'Oro il Professore Alberto Diaspro. La cerimonia di conferimento si è tenuta nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, giovedì 23 aprile alle ore 17. 
Dopo l'introduzione a cura del presidente di Confcommercio Genova e Liguria, Alessandro Cavo, e del segretario generale della Camera di Commercio di Genova, Maurizio Caviglia, il programma dell'evento ha previsto gli interventi dell'assessore alla Cultura, Giacomo Montanari, e del professor Diaspro su "Percorsi di un'irresistibile scienza". Infine, le parole della sindaca di Genova Silvia Salis e la consegna del Grifo. 

Per il professore di fisica applicata all’Università di Genova, in un giorno così importante per la città, questo premio ha un valore enorme. Ai microfoni di Telenord ha dichiarato: "Vale tantissimo. Secondo me è il riconoscimento più ambito di tutta una vita, perché sottolinea il legame che c’è tra me e Genova: il fatto di aver potuto lavorare qui, sviluppare un gruppo di ricerca, far arrivare dei giovani a Genova, farli poi partire per dimostrare all’estero ciò che hanno imparato e, allo stesso tempo, portare tante persone qui. E tutti trovano Genova particolarmente bella. Credo che questo sia uno dei valori aggiunti di tutta questa attività". 

Alberto Diaspro è una figura che può e deve essere d’ispirazione per i giovani, ai quali consiglia: "Ai giovani, in generale, dico di cercare sempre di fare ciò che piace. Io sono stato fortunato: mi è sempre piaciuto fare microscopia, ne parlerò oggi. Anche fare ricerca: ho avuto la fortuna di poterla fare per tutta la vita, anche in altre città, ma Genova è quell’entanglement, quell’unione indissolubile che trovo sempre meravigliosa. Ho un amico olandese che è venuto a Genova per un congresso e mi ha reso davvero felice quando mi ha detto che, camminando per la città, ogni volta che alzava gli occhi vedeva qualcosa di bello".

Durante la conferenza, il professore ha sottolineato quanto la scienza sia per lui irresistibile e affascinante: "È irresistibile. Proverò a dimostrare perché lo è attraverso il lavoro che, in parte, abbiamo fatto, ma soprattutto attraverso il lavoro di tante donne nella scienza. Mi piace farlo proprio oggi perché, negli ottant’anni della Repubblica e del voto alle donne, credo sia il momento giusto per far emergere ricerche che a volte restano un po’ nascoste".

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha dichiarato: "Oggi celebriamo la festa della Bandiera conferendo un riconoscimento a un genovese che ha reso e continua a rendere grande Genova nel mondo nel campo della scienza e della fisica. Ho qui con me il suo libro, “Quello che gli occhi non vedono”: una caratteristica dei grandi, in tutti i settori, è proprio quella di riuscire a rendere semplici e comprensibili temi complessi, spesso lontani dalla vita quotidiana delle persone. Il professore è un grande, e lo dimostra anche il modo in cui riesce a spiegare argomenti di enorme complessità". 

Alla domanda sul legame con il settore IT, in un momento difficile per il comparto, la sindaca ha risposto: "Sapete che siamo a fianco dell’IT e lo siamo stati fin dall’inizio. Il tema della ricerca e dei finanziamenti in Italia è diventato progressivamente sempre più delicato, tanto da costringere ogni anno molti dei nostri cervelli a pensare di emigrare verso Paesi in cui la ricerca è valorizzata e adeguatamente retribuita. Ho vissuto personalmente la storia di una sorella che faceva ricerca al CBA e che alla fine ha dovuto cambiare mestiere, perché fare il ricercatore è estremamente complesso, anche dal punto di vista dell’organizzazione della vita. È una missione, ma non dovrebbe esserlo: dovrebbe essere un lavoro ben pagato, fondamentale per il presente e il futuro del nostro Paese".

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