Carlo Bagnasco, una storia su due ruote: "Ogni Vespa è legata a un periodo della mia vita"
di Anna Li Vigni
L'ex sindaco di Rapallo confessa: "Sarebbe bello partire dalla Liguria e arrivare a Roma guidandone una"
Un cuore che batte a due tempi, quello di Carlo Bagnasco, da sempre legato al mito della Vespa. Una passione nata fin da bambino, tramandata di generazione in generazione, che oggi si traduce in una collezione fatta non solo di mezzi, ma soprattutto di ricordi e storia familiare.
Nel suo magazzino, piccolo ma ricco di significato, Bagnasco custodisce alcune delle sue Vespe più preziose. Tra queste spicca una 125 del 1954, perfettamente conservata e immatricolata ASI, che apparteneva al nonno: un mezzo che racconta viaggi, come quelli da Rapallo a Courmayeur, e momenti di vita quotidiana di un’Italia diversa, in cui la Vespa era molto più di un semplice veicolo.
"I veicoli non sono solo pezzi di metallo", racconta Bagnasco, "ma rappresentano la nostra storia". E la Vespa, simbolo del Made in Italy, ne è una delle espressioni più iconiche, come dimostrano anche gli 80 anni dalla sua nascita, celebrati proprio in questi giorni.
La collezione comprende modelli per tutti i gusti: dalle Vespe storiche a quelle più moderne, fino a esemplari particolari come una delle prime Vespa automatiche, poco amata ma significativa dal punto di vista dell’evoluzione tecnica o una GT60 in edizione limitata, personalizzata con il nome di famiglia. Non manca neppure un modello “intruso”, il Piaggio Quartz, a testimonianza di una passione che va oltre i confini della tradizione.
"Questa è la prima Vespa automatica, va terribilmente male", spiega con ironia, sottolineando però l’importanza di conservarla come parte dell’evoluzione del marchio.
Ogni Vespa ha una storia: alcune portano il nome della madre, Betty, altre ricordano momenti speciali o persone care. C’è persino una Vespa rosa, simbolo di un affetto particolare, e modelli utilizzati ancora oggi, come la “Sei Giorni”, fedele compagna di viaggio con oltre 20mila chilometri percorsi.
"È una collezione d’affetto", sottolinea Bagnasco, "ogni Vespa ricorda un periodo della vita e deve essere originale, non modificata".
Guardando al futuro, l’appuntamento è già segnato: un grande raduno a Roma per celebrare gli 80 anni della Vespa. "Sarebbe bello partire dalla Liguria e arrivare a Roma in Vespa", confessa, lasciando intendere che il viaggio potrebbe diventare realtà.
Passato e presente, ricordi e passione, Carlo Bagnasco continua a vivere la sua storia su due ruote, mantenendo viva una tradizione che fa parte dell’identità italiana.
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