Estate 2026, stretta sulla sicurezza: nuove regole per bagnanti e bagnini

di Luca Pandimiglio

“Il mare viene spesso sottovalutato ma può diventare pericoloso in presenza di onde o correnti. È fondamentale rispettare le indicazioni dei bagnini" ha dichiarato Davide Sanguineti, vicepresidente della Società Nazionale di Salvamento – sezione Ne

Più sicurezza, stagione balneare più lunga e maggiore attenzione ai comportamenti dei bagnanti. Sono queste le principali direttrici dell’ordinanza balneare 2026, come spiegato da Davide Sanguineti, vicepresidente della Società Nazionale di Salvamento – sezione Nervi.

La prima novità riguarda il calendario: la stagione si estende dal 18 maggio al 20 settembre, con obbligo di servizio di salvataggio attivo per un periodo più ampio rispetto al passato. Una misura che consente agli stabilimenti balneari di anticipare e prolungare l’apertura, mantenendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza.

Sul fronte normativo, l’ordinanza introduce un rafforzamento generale delle misure di prevenzione. Tra queste, l’obbligo di dotazioni più adeguate e una regolamentazione più precisa della balneazione, in particolare per chi si spinge oltre i limiti delle acque sicure. In questi casi è prevista l’adozione di dispositivi di segnalazione, come la boa, per aumentare la visibilità in mare.

Particolare rilievo assume il sistema delle bandiere, che viene reso più chiaro e articolato. Alla tradizionale segnaletica si aggiunge la bandiera verde, che indica condizioni favorevoli e presenza del servizio di sorveglianza. Restano la bandiera gialla, che segnala situazioni di potenziale rischio, e la rossa, che indica condizioni di pericolo elevato e sconsiglia la balneazione.

Novità anche per quanto riguarda l’organizzazione del servizio di salvataggio. Viene raccomandata una postazione sopraelevata per i bagnini, ad almeno un metro e mezzo dal livello della spiaggia, per migliorare la visibilità e la capacità di intervento. Ogni operatore è chiamato a coprire circa 80 metri lineari di litorale, pur mantenendo l’obbligo di intervenire anche oltre la propria area di competenza in caso di emergenza.

Secondo Sanguineti, il ruolo del bagnino è oggi sempre più professionalizzato. “Le richieste fisiche e tecniche sono aumentate – spiega – perché gli interventi sono tempo-dipendenti e richiedono prontezza e preparazione”. I percorsi formativi prevedono standard più elevati, con controlli medici e prove pratiche più rigorose.

Dal punto di vista occupazionale, la categoria continua a registrare interesse, soprattutto tra i giovani. Tuttavia, si conferma la tendenza verso una progressiva stagionalità del lavoro. “Molti ragazzi frequentano i corsi – osserva – ma pochi scelgono di farne una professione stabile, anche per motivi economici e di prospettiva”.

Infine, l’invito ai bagnanti: adottare comportamenti prudenti e consapevoli. “Il mare viene spesso sottovalutato – conclude Sanguinetti – ma può diventare pericoloso in presenza di onde o correnti. È fondamentale rispettare le indicazioni dei bagnini, scegliere spiagge sorvegliate e rendersi visibili quando si nuota al largo”.

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