Dalla Spezia a Hormuz, i cacciamine italiani pronti a intervenire nello Stretto

di R.S.

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Il sindacato SIULM Marina chiede un adeguato riconoscimento economico e professionale per gli equipaggi coinvolti in operazioni ad alto rischio

Dalla Spezia a Hormuz, i cacciamine italiani pronti a intervenire nello Stretto

Il possibile impiego dei cacciamine italiani nello Stretto di Hormuz riporta al centro il tema delle condizioni del personale militare. Il sindacato SIULM Marina ha chiesto infatti un adeguato riconoscimento economico e professionale per gli equipaggi coinvolti in operazioni ad alto rischio.

La richiesta è stata avanzata da Ciro Ironico in occasione dell’incontro con il contrammiraglio Cristo Salvatore Traetta, al comando della quinta divisione navale della Marina Militare Italiana, con base a La Spezia.

Al centro del confronto, il possibile coinvolgimento di parte dei cacciamine classe Gaeta – otto unità inquadrate nella divisione – in una futura missione nel Golfo Persico, finalizzata alle operazioni di sminamento e alla sicurezza della navigazione. Un contesto operativo particolarmente delicato, per il quale il sindacato ritiene necessario prevedere strumenti come il contingentamento di missione e un trattamento economico proporzionato al livello di rischio e responsabilità.

“È fondamentale che il personale impegnato in scenari ad alta intensità operativa riceva un riconoscimento adeguato – ha sottolineato Ironico – coerente con il sacrificio e la disponibilità richiesti quotidianamente”.

Nel corso dell’incontro è stato espresso anche apprezzamento per gli interventi di ammodernamento in corso presso la caserma “Giovannini”, sede della divisione navale, dove sono in fase di riqualificazione gli alloggi e gli spazi comuni destinati al personale, tra cui sala ristoro, palestra e servizi.

Il sindacato ha infine ribadito l’importanza del dialogo costante con i vertici militari, ritenuto essenziale per portare all’attenzione le esigenze degli operatori e promuovere misure concrete a tutela delle condizioni di lavoro e del benessere complessivo del personale della Marina.

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