Genova, porta cocaina in carcere al figlio: arrestato

di Redazione

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Genova, porta cocaina in carcere al figlio: arrestato

Un uomo è stato arrestato ieri presso il carcere di Carcere di Marassi, a Genova, dopo aver tentato di introdurre sostanza stupefacente destinata al figlio detenuto durante un colloquio.

Determinante l’intervento delle unità cinofile della Polizia Penitenziaria, che hanno consentito di rinvenire sulla persona dell’uomo oltre 15 grammi di cocaina. La droga è stata immediatamente sequestrata e per il responsabile sono scattate le manette.

A darne notizia è Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria(SAPPE), che ha espresso “apprezzamento per le capacità operative dei Baschi Azzurri del Corpo, sempre in prima linea nel contrasto a qualsiasi forma di illegalità”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che ha evidenziato “i gravi rischi connessi alla diffusione e alla circolazione di droga negli istituti penitenziari”, sottolineando il fondamentale ruolo di sicurezza e controllo assicurato 24 ore su 24 dal personale di Polizia Penitenziaria.

L’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno dell’introduzione di sostanze stupefacenti nelle carceri italiane e sull’impegno costante degli agenti nel garantire legalità e sicurezza all’interno degli istituti di pena. Altro grave problema è l’uso di telefoni cellulari tra le sbarre: “Non è più rinviabile – afferma – l’acquisto e l’installazione di jammer in tutte le carceri del Paese, strumenti in grado di impedire l’uso dei telefoni cellulari all’interno dei reparti detentivi e di contrastare il sorvolo dei droni sulle strutture penitenziarie”.

“Si tratta di un investimento doveroso per la sicurezza sociale e nazionale”, prosegue Capece. “Non possiamo lasciare che le carceri diventino centrali operative per traffici illeciti o luoghi da cui si continuano a gestire attività criminali grazie all’uso indisturbato di telefoni e collegamenti esterni. Lo Stato deve garantire strumenti tecnologici adeguati a chi ogni giorno opera in prima linea”.

Per il Sappe, il combinarsi di sovraffollamento record, carenza di organico e attacchi esterni organizzati sta mettendo a dura prova la tenuta dell’istituto di Marassi e, più in generale, dell’intero sistema penitenziario nazionale. Da qui la richiesta di interventi immediati, sia sul piano degli organici sia su quello delle dotazioni tecnologiche, per ristabilire condizioni di legalità e sicurezza all’interno e all’esterno delle carceri.

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