Genova, poesia: Stefano Giordano in libreria con "Mà. Canto dell'anima"

di R.C.

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Presentazione lunedì 6 luglio alle ore 17.45 alla libreria Feltrinelli di Genova, con lo scrittore Ivano Malcotti e la scrittrice e filosofa Silvia Bevilacqua

Genova, poesia: Stefano Giordano in libreria con "Mà. Canto dell'anima"

Appuntamento con la poesia e la riflessione lunedì 6 luglio alle ore 17.45 alla libreria Feltrinelli di Genova, dove Stefano Giordano presenterà il suo volume Mà. Canto dell'anima, una raccolta di poesie e pensieri dedicata al legame tra madre e figlio.

A dialogare con l'autore saranno lo scrittore Ivano Malcotti e la scrittrice e filosofa Silvia Bevilacqua, che ha firmato anche la prefazione del libro. L'opera si distingue per il suo carattere polisensoriale, arricchita da audioletture e contenuti di approfondimento che accompagnano il lettore lungo il percorso emotivo dei testi.

Mà. Canto dell'anima nasce dall'esperienza personale dell'autore e racconta, attraverso versi essenziali e diretti, il coraggio dell'amore verso la madre. Il filo conduttore della raccolta è il ribaltamento del tradizionale rapporto tra madre e figlio: chi è stato accudito diventa custode, in un percorso segnato dalla fragilità, dalla memoria e dalla restituzione affettiva. Nessuna retorica o ricerca dell'eroismo, ma il racconto di un legame che si fa ancora più autentico proprio nella vulnerabilità.

Stefano Giordano è Vigile del fuoco e consigliere regionale della Liguria. Nel presentare il volume racconta come il libro sia il frutto di un lungo percorso umano e professionale: dall'impegno quotidiano nel soccorso alle persone fino all'attività sindacale e politica, esperienze che hanno rafforzato la sua attenzione verso le fragilità sociali. Mà. Canto dell'anima, spiega l'autore, nasce dal dolore della perdita e dalla necessità di trasformare l'amore vissuto in memoria, parola e presenza.

Nella prefazione, Silvia Bevilacqua propone una lettura filosofica dell'opera, sottolineando come i testi non inseguano i canoni tradizionali della poesia, ma trovino la loro forza nella dimensione sentimentale e nell'ascolto interiore. Richiamando il pensiero della filosofa spagnola María Zambrano, Bevilacqua descrive la scrittura poetica come una pratica capace di trasformare il dolore e l'amore in una nuova possibilità di rinascita, invitando il lettore ad accostarsi ai versi senza cercare spiegazioni razionali, ma lasciandosi guidare dalla forza evocativa delle parole.

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