Genova, Piero Silva (ex consulente Rina): "Diga, progetto sbagliato e irrealizzabile in soli 4 anni"

di Edoardo Cozza

L'esperto si è dimesso dal ruolo di direttore tecnico del Pmc: "Tanti problemi emersi, ma non affrontati. E in meno di 11 anni non si farà"

Genova, Piero Silva (ex consulente Rina): "Diga, progetto sbagliato e irrealizzabile in soli 4 anni"

Piero Silva insegna in Francia, all'Esitc di Caen, e per anni ha rivestito il ruolo di direttore di progetto per 18 opere tra porti contenitori, generalisti, ro-ro, per rinfuse solide, metanieri e pescherecci in India, Pakistan, Iran, Libano, Qatar, Yemen, Francia, Egitto, Libia, Algeria, Marocco, Ghana, Camerun e Repubblica Domenicana. Ha poi studiato, da genovese ed esperto del settore, il progetto della diga foranea del porto del capoluogo ligure presentando alcune osservazioni al sindaco e al presidente dell'autorità portuale: l'invito è stato quello di attendere la fine del dibattito pubblico: "Ma poi il mio studio non è stato più ripreso e quando sono diventato, da consulente esterno, direttore tecnico per il Pmc di Rina ho verificato che il progetto non è migliorabile e secondo l'AdSP non è modificabile di una virgola: dunque mi sono dimesso". 

Ma quali sono le principali criticità emerse dal suo studio? Analizza Silva: "Mi sono confrontato con numerosi colleghi esteri e siamo tutti concordi: quella pensata è un'opera colossale, faraonica: mai realizzata prima in queste forme. I problemi sono molteplici e uno dei principali è che il layout non ottiene l’obiettivo che dichiara: quello di portare le grandi navi al nuovo canale al largo, lasciando al canale attuale più spazio ai traghetti e sopratutto alle barche da turismo, in grande crescita. In realtà - spiega Silva - la manovra dal nuovo canale agli accosti Bacino Porto Antico è troppo complicata per diventare standard. Le dimensioni colossali dell’opera in termini di lunghezza/profondità sono fuori da ogni standard: applicare a meno 50 metri una tecnologia molto delicata e sperimentata solo su fondali dell’ordine dei meno 30 metri (come a Patrasso) necessiterà la progettazione e la costruzione di macchinari speciali differenti, e non c’è attualmente alcuna garanzia sulla fattibilità di tale operazione. A quella profondità la tecnologia di colonne ballastate è impossibile da controllare, nessun subacqueo può operare a quella profondità. Date le caratteristiche inaffidabili del limo argilloso, il materiale di ballast potrebbe migrare lateralmente appena ritirata la camicia metallica, rendendo inefficace la colonna: e senza subacquei non si potrà mai verificare se ciò avviene o no".

Dubbi anche sulle tempistiche: "Inipotizzabile in 4 anni: facendo un paragone con una decina di progetti portuali che hanno funzionato bene e sono stati realizzati negli ultimi dieci anni e che ho seguito, il tempo minimo di costruzione è di 11 o 12 anni, il tempo probabile è di almeno 15 anni. Dimentichiamoci il limite dei 4 anni: se utilizziamo i fondi europei con la promessi di concludere i lavori entro 4 anni andiamo incontro a una bruttissima figura".