Genova, omicidio Villetta Dinegro: peggiorano le condizioni di Cissè Camara
di Claudio Baffico
Le condizioni di Cissè Camara, il 42enne senegalese accusato dell'omicidio di Pietro Paolo Signor, hanno subito un nuovo e significativo peggioramento. L'uomo si trova attualmente in coma nel reparto di Rianimazione dell'ospedale San Martino, dove i medici stanno monitorando un quadro clinico considerato estremamente delicato. Tra le principali preoccupazioni vi è il possibile insorgere di danni neurologici, conseguenza dell'aggravarsi delle sue condizioni.
Il trasferimento in terapia intensiva è avvenuto nei giorni scorsi, dopo che un precedente deterioramento dello stato di salute aveva già reso necessaria una profonda sedazione mentre era ricoverato nel reparto di Pneumologia. La situazione sanitaria dell'indagato complica ulteriormente il lavoro degli investigatori, che non sono ancora riusciti a chiarire con certezza il movente del delitto avvenuto la mattina del 30 maggio all'interno del parco pubblico di Villetta Di Negro, nel centro di Genova.
Sulla ricostruzione dei fatti, invece, gli inquirenti ritengono di avere ormai pochi dubbi. I carabinieri hanno acquisito numerose immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati mostrerebbero Camara subito dopo l'aggressione mentre si aggira seminudo nel parco, brandendo i pantaloni, utilizzati successivamente per trascinare il corpo della vittima per alcune decine di metri.
Le stesse registrazioni documentano diversi momenti dell'aggressione. In più sequenze il 42enne sarebbe stato ripreso mentre colpiva violentemente Signor, spingendolo contro un albero e sferrandogli ripetuti colpi al volto. Lo scontro, particolarmente violento, sarebbe durato diversi minuti prima di sfociare nell'omicidio.
Dalle immagini emergerebbero anche i tentativi della vittima di opporre resistenza. Signor avrebbe cercato più volte di difendersi, respingendo l'aggressore e tentando di sottrarsi all'attacco. In alcuni frangenti sembrava persino riuscire a guadagnare spazio e a mettersi al sicuro, ma la furia dell'assalitore avrebbe infine avuto la meglio.
Gli accertamenti eseguiti presso l'Istituto di Medicina Legale del San Martino hanno inoltre escluso che il decesso sia stato provocato da un infarto. Sebbene Signor soffrisse di una grave insufficienza cardiaca e fosse in attesa di un trapianto di cuore, la morte sarebbe stata causata da una massiccia emorragia provocata da una lesione alla giugulare, inferta con una bottiglia.
Resta invece ancora avvolta nell'incertezza la ragione che ha scatenato la violenta lite. Le immagini in possesso della Procura mostrano il confronto tra i due uomini, ma non consentono di comprendere l'origine della discussione. Diversi conoscenti della vittima hanno riferito che tra Signor e Camara esisteva un rapporto apparentemente sereno. Alcuni video, inoltre, li mostrerebbero arrivare insieme nel parco mentre conversavano tranquillamente. «Qualche volta Pietro gli faceva le treccine, quanto accaduto è inspiegabile», aveva raccontato un amico della vittima nel giorno dei funerali.
Al momento la Procura contesta a Cissè Camara il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L'uomo è assistito dall'avvocato Filippo Guiglia, mentre le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti ancora oscuri della vicenda.
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