Milano, l'interprete genovese ucciso aveva già subito un'aggressione. Spariti dall'abitazione oggetti di valore
di R.C.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è quella di un incontro privato degenerato in violenza
Era una figura molto conosciuta nel mondo dell'interpretariato professionale, chiamato negli anni a tradurre interventi e colloqui di alcuni tra i più influenti protagonisti della politica mondiale. Roberto Pietro Guerrino, 60 anni, genovese di origine è stato trovato morto nella sua abitazione nel quartiere NoLo di Milano e gli investigatori seguono con decisione la pista dell'omicidio.
Una serie di elementi potrebbero risultare decisivi per individuare il responsabile. Tra questi figurano una precedente aggressione subita dall'uomo negli anni passati, alcune possibili tracce biologiche lasciate dall'assassino e la scomparsa di diversi oggetti di valore dall'abitazione.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto si sarebbe consumato all'interno dell'appartamento di via Oxilia, a Milano, nel quartiere NoLo, zona negli ultimi anni diventata punto di riferimento per professionisti del mondo creativo, designer e architetti. Guerrino, interprete conosciuto a livello internazionale, è stato trovato morto sabato, colpito più volte alla testa con estrema violenza.
L'ipotesi al momento ritenuta più probabile dai carabinieri è che il sessantenne abbia accolto in casa una persona conosciuta attraverso una app di incontri. Gli accertamenti puntano ora a ricostruire gli ultimi contatti della vittima e a identificare chi possa aver avuto accesso all'abitazione nelle ore precedenti al delitto.
Gli investigatori ritengono che Guerrino possa aver tentato di difendersi durante l'aggressione. Per questo motivo assumono particolare rilevanza gli esami medico-legali e le analisi scientifiche sul corpo della vittima, che potrebbero consentire di individuare materiale biologico riconducibile all'autore dell'omicidio.
Il corpo è stato rinvenuto in una stanza utilizzata come salotto, dove l'uomo giaceva seminudo. L'accesso all'appartamento è stato possibile grazie all'intervento dei vigili del fuoco, entrati utilizzando una chiave che Guerrino era solito lasciare a una vicina di casa per le emergenze.
Tra le piste seguite dagli inquirenti c'è anche quella della rapina degenerata in omicidio. Dall'abitazione, infatti, risulterebbero mancanti alcuni beni di valore. L'ipotesi è che tra la vittima e il suo ospite possa essere scoppiata una discussione, forse legata a una richiesta di denaro o ad altre questioni economiche, sfociata poi nell'aggressione mortale.
A far scattare l'allarme è stato l'ex compagno di Guerrino, residente a Genova e rimasto negli anni in ottimi rapporti con lui. Non riuscendo più a contattarlo, dopo numerosi tentativi andati a vuoto, ha iniziato a preoccuparsi. L'uomo ha quindi chiesto a una nipote di verificare la situazione, ma nel frattempo era già stata coinvolta la vicina che custodiva le chiavi dell'abitazione.
Resta infine da chiarire quale sia stata l'arma utilizzata per colpire mortalmente il sessantenne. All'interno dell'appartamento sono stati trovati diversi oggetti contundenti, pesanti e sporchi di sangue, sui quali gli specialisti stanno effettuando accertamenti per stabilire se uno di essi sia stato effettivamente utilizzato durante l'aggressione.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, vedono impegnati gli specialisti del Nucleo investigativo dell'Arma. Sotto esame ci sono i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, i tabulati telefonici e tutti i contatti avuti dall'uomo nelle ore precedenti alla sua morte.
Originario di Genova, Guerrino aveva costruito una carriera di alto profilo nel settore delle traduzioni e dell'interpretariato congressuale. Nel corso degli anni aveva lavorato in eventi internazionali e incontri istituzionali che hanno visto la partecipazione di capi di Stato, presidenti della Repubblica, esponenti di governo e membri di famiglie reali, guadagnandosi una reputazione di assoluto prestigio nel suo ambito professionale.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre proseguono gli accertamenti per fare luce su una vicenda che ha scosso il mondo professionale legato alle relazioni internazionali e all'interpretariato.
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