Genova, autopsia omicidio Molassana: la donna colpita da tredici coltellate

di c.b.

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Genova, autopsia omicidio Molassana: la donna colpita da tredici coltellate

L’autopsia ha chiarito alcuni elementi fondamentali sull’omicidio di Maria Marchetti, l’86enne trovata senza vita domenica pomeriggio nella sua abitazione nel quartiere di Molassana, a Genova, dove viveva con il figlio minore Fabio Fibrini, 52 anni. L’esame autoptico ha evidenziato che la donna è stata colpita con tredici coltellate, di cui undici al torace e almeno tre risultate mortali perché dirette al cuore. L’accertamento è stato eseguito dalla medico legale Isabella Caristo su incarico del pm Luca Scorza Azzarà, che coordina le indagini condotte dalla squadra mobile.

Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe utilizzato un coltello da sub, rinvenuto nella sua camera da letto durante i rilievi della polizia. Il corpo dell’anziana è stato trovato nella camera matrimoniale, disteso supino sul letto ma con i piedi appoggiati al pavimento. Gli inquirenti ipotizzano che l’aggressione sia iniziata nel corridoio e che successivamente il figlio possa aver trasportato la madre nella stanza dopo il violento attacco.

Dall’autopsia non è però emersa un’indicazione precisa sull’orario del delitto. L’ipotesi investigativa resta che l’omicidio sia avvenuto tra le 12 e le 24 ore precedenti al ritrovamento del corpo.

Restano inoltre da chiarire dinamica e movente dell’omicidio. Durante l’interrogatorio in Questura, Fibrini – che da tempo era seguito dal centro di salute mentale – ha dichiarato di non ricordare nulla di quanto accaduto. “Quella sera dormivo, avevo un forte mal di testa”, avrebbe detto agli investigatori.

Dopo il fermo, il 52enne è stato trasferito in ospedale per alcuni accertamenti e si trova tuttora nel cosiddetto “repartino” del San Martino. La gip Angela Nutini, che ha convalidato l’arresto, non ha potuto interrogarlo mercoledì scorso a causa del parere contrario dei medici.

Un nuovo interrogatorio di garanzia è stato fissato per questa mattina, sabato. Nell’ordinanza, la giudice ha disposto per l’uomo la custodia cautelare in carcere, sottolineando che non è stato ancora accertato un eventuale vizio di mente. I difensori, gli avvocati Roberta Barbanera e Giorgio Zunino, avevano invece richiesto che il loro assistito fosse collocato in una struttura di cura.

Non si esclude che, in base agli sviluppi dell’interrogatorio previsto, la gip possa disporre una consulenza psichiatrica per valutare le condizioni mentali dell’indagato.

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