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Genova, mozione in consiglio per anagrafe antifascista e anticomunista: il Pd si scusa

di Gregorio Spigno

La risposta dell'Anpi: "Ripassate la storia, farebbe bene a tutti: ad Auschwitz si presentò l'Armata Rossa"

A seguito del voto in consiglio comunale a Genova di ieri sull'istituzione di un'anagrafe antifascista e anticomunista, è intervenuta, con una ferma condanna, l'Anpi cittadina: "Una mozione inaccettabile che va contro la realtà della storia e che dimostra scarsa o nessuna conoscenza della verità dei fatti, un vero sfregio ideologizzante, che è passata con il sì della maggioranza, l'astensione dei sei consiglieri di Pd e Lista Crivello e cinque contrari (M5s) - scrive l'Anpi -. Ai cancelli di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, si presentarono i soldati dell'Armata Rossa: non certo i consiglieri del centrodestra. Ecco perché oggi è stata una brutta giornata per la nostra città e per chi siede nell'aula rossa di Tursi".

"Un bel ripasso di storia farebbe bene a tutti" è la conclusione, polemica, dell'organizzazione. 

Il Pd di Genova si scusa e parla di "errore" per la scelta di astenersi ieri in consiglio comunale a Genova al voto sull'ordine del giorno del centrodestra per l'istituzione di un'anagrafe antifascista ma anche anticomunista. Sul voto sull'anagrafe si sono scatenate le reazioni negative di altri partiti di sinistra e centrosinistra. "Il voto è stato un errore - scrive in una nota il gruppo Pd in Comune - il documento nell'impegnativa, da una parte sosteneva ancora una volta la raccolta firme per l'anagrafe antifascista, dall'altra introduceva un'equiparazione storicamente inaccettabile".

L'equiparazione di fascismo e comunismo, continua il Pd, "è un insulto alla memoria della città medaglia d'oro alla Resistenza. Riconoscimento dovuto anche al sacrificio di tanti comunisti genovesi".