Genova, ripristinata alle 21 l'erogazione dell'acqua nelle case a secco

di Redazione

Finito l'incubo per migliaia di abitanti di San Teodoro, Oregina e Lagaccio all'asciutto per un giorno e mezzo per un tubo rotto in via Bianco.

Ultima ora: lreti ha riattivato alle 21 di ieri sera l'erogazione dell'acqua nelle case che erano rimaste a secco dalle 11 di sabato in seguito ad un tubo rotto in via Bianco, al Lagaccio.

E' la fine di un incubo per migliaia di genovesi.

Ecco la cronaca della domenica senza acqua potabile nelle case del Lagaccio, Oregina e San Teodoro.

 

Non si può immaginare quanto sia dura rimanere in piena estate senza acqua corrente...", "è una vergogna, ci hanno lasciato senza acqua per oltre 24 ore...".

La rabbia della gente delle alture di Genova rimasta senza acqua per un guasto ad un tubo della rete è palpabile fra le vie del Lagaccio, Oregina e di San Teodoro.

Sono migliaia i genovesi con i rubinetti a secco dalle 11 di mattino di ieri, sabato 22 agosto, per la rottura di una condotta da 500 millimetri in via Bianco, nei pressi del campo da hockey del Lagaccio.

Per sostituire il tubo è stato necessario interrompere l'erogazione dell'acqua su buona parte di quelle abitazioni delle alture popolari di Genova.

Le operazioni sono state complesse e sono durate molto più del previsto perchè la condotta si è rotta proprio sotto la grande cisterna d'acqua di 12 mila litri che serve il campo sportivo di hockey: per sostituire il tubo rotto gli operai di Ireti sono stati costretti a scavare e rimuovere la cisterna che era ad alcuni metri sotto il manto d'asfalto, proprio in confluenza con l'ingresso carrabile dell'impianto sportivo.

Il guasto dovrebbe essere riparato in serata, tra le 20 e le 21.

A metà pomeriggio rimanevano ancora circa 2000 utenze senz'acqua, mentre le altre sono state rifornite con allacciamenti alternativi. 

L'unico approviggionamento d'acqua possibile per chi è rimasto a secco è stato quello fornito da quattro autobotti  (due da 11 mila litri e due da cinque mila litri) gestite da Ireti e la Protezione Civile e posizionate in Largo San Francesco da Paola, via Lugo, ponte Don Acciai e via Bari. 

Disagi anche per le attività commerciali: il titolare di un bar latteria di via Napoli rimasto senza acqua se da una parte non ha potuto servire caffè e cappuccini, ammette che ha venduto tutte le cassette d'acqua che aveva nel locale.

Presi d'assalto anche i rubinetti pubblici ancora attivi nella zona, come quello di largo San Francesco da Paola.

In via Lugo un abitante delle case popolari è avvilito: "Per lavarmi sono andato in Darsena dove un amico che ha la barca mi ha fatto fare la doccia dalla manichetta del suo ormeggio. Se non torna l'acqua entro stasera ci faremo sentire...".

I disagi maggiori ovviamente sono per gli anziani: per limitarli la protezione civile ha offerto anche un servizio di consegne a domicilio. 

Molti si sono accorti del rubinetto a secco al ritorno a casa dopo una giornata al mare: "E dire che io non mi sono fatto la doccia nello stabilimento - ha racontato un cittadino - perchè contavo di farla con calma a casa, ed invece sono stato costretto a lavarmi con le ultime gocce rimaste in una bottiglia d'acqua".