Genova Marassi, proteste nel carcere e tentato suicidio nel reparto di alta sicurezza

di Redazione

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Genova Marassi, proteste nel carcere e tentato suicidio nel reparto di alta sicurezza

Tensione altissima nel carcere di Genova Marassi, dove nel reparto di Alta Sicurezza si sono verificati, in poche ore, un tentato suicidio e una lunga protesta da parte dei detenuti. A darne notizia è Fabio Pagani, segretario della UILPA Polizia Penitenziaria, che denuncia una situazione ormai fuori controllo.

Ieri pomeriggio, un detenuto marocchino del 1989, recluso per produzione e traffico internazionale di stupefacenti, ha tentato di togliersi la vita impiccandosi nella sua cella con un cappio fatto di lenzuola fissate alle grate della finestra. Il forte rumore del tentativo ha subito attirato l'attenzione degli agenti di polizia penitenziaria, che sono riusciti a intervenire in tempo, tagliando il cappio e salvando l’uomo.

Poche ore dopo, un secondo episodio ha ulteriormente aggravato la situazione. Un detenuto italiano del 1971, considerato pericoloso e assegnato a Marassi per cure sanitarie, si è rifiutato di rientrare in cella, dando inizio a una protesta che è durata oltre cinque ore. Il suo gesto ha scatenato la reazione di tutto il piano del reparto Alta Sicurezza, con i detenuti che hanno cominciato a sbattere gavette e a lanciare oggetti contro gli agenti, impegnati a ripristinare l’ordine e a convincere l’uomo a collaborare.

"Ormai nelle carceri si assistono a veri e propri episodi di guerriglia", denuncia Pagani, sottolineando come la Polizia penitenziaria sia diventata "scudo e agnello sacrificale di un sistema guidato da vertici inadeguati". Una gestione dell’istituto "che lascia molto a desiderare" contribuirebbe, secondo il sindacato, a un livello di sicurezza insufficiente e facilmente vulnerabile. Pagani ricorda che le criticità di Marassi sono state segnalate più volte "senza che ciò abbia prodotto risultati concreti né attirato l’attenzione del Provveditorato competente". Da qui l’appello alla direzione del DAP affinché intervenga con urgenza: "È necessario esaminare immediatamente quanto ta accadendo e adottare provvedimenti decisi per segnare una svolta nella gestione dell’Istituto".

 

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