Genova Marassi, detenuto tenta di aggredire agente al volto con una lametta

di Redazione

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Genova Marassi, detenuto tenta di aggredire agente al volto con una lametta

Ancora violenza, ancora sangue solo sfiorato, ancora Polizia Penitenziaria lasciata senza tutele. E' accaduto nel pomeriggio di ieri quando, presso la Casa Circondariale di Genova Marassi, un detenuto di nazionalità tunisina, nato nel 1987 e ristretto in Prima Sezione, al rientro da un colloquio con il proprio legale, ha tentato di aggredire un Agente di Polizia Penitenziaria cercando di colpirlo al volto con una lametta nascosta in bocca. Solo la prontezza di riflessi e la professionalità del personale hanno evitato l’ennesima tragedia annunciata. Un Agente ha rischiato di tornare a casa sfregiato – se non peggio – mentre stava semplicemente svolgendo il proprio servizio.


A denunciare con fermezza l’ennesimo episodio di estrema gravità è Fabio Pagani, Segretario della UILPA Polizia Penitenziaria.


"Il detenuto – spiega Pagani – una volta rientrato in reparto si è scagliato improvvisamente contro l’Agente. È stato bloccato appena in tempo e posto in isolamento precauzionale. Ancora una volta ci troviamo però a commentare un fatto che avrebbe potuto trasformarsi in un dramma irreparabile".


"Da tempo – prosegue Pagani – denunciamo una situazione ormai fuori controllo. Si continua a parlare di sperimentazioni con le body cam e dell’introduzione dello spray al peperoncino, ma nei fatti gli Agenti continuano a lavorare a mani nude, privi di strumenti adeguati, esposti quotidianamente a rischi gravi e inaccettabili".


"Il carcere di Genova Marassi è oppresso da un sovraffollamento cronico e da una gestione dirigenziale approssimativa, incapace di assicurare sicurezza, ordine e la necessaria tutela del personale. Gli Agenti sono esausti di essere trattati come carne da macello".


"La UILPA – conclude Pagani – non intende più tollerare il silenzio dell’Amministrazione. Ogni aggressione annunciata e non prevenuta ha responsabilità precise. In assenza di risposte immediate e concrete, metteremo in atto ogni iniziativa sindacale necessaria. La sicurezza della Polizia Penitenziaria non è materia di trattativa".


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