Genova lancia “Mascherona”, la prima app collegata a un centro antiviolenza

di Carlotta Nicoletti

consente di segnalare violenze, chiedere supporto e prenotare colloqui in modo discreto

A Genova nasce uno strumento digitale per aiutare le donne vittime di violenza. Si chiama Mascherona ed è la prima applicazione in Italia collegata direttamente a un centro antiviolenza. Presentata a Palazzo Tursi in occasione della Giornata internazionale della donna, l’app permette di segnalare abusi, chiedere aiuto e prenotare un colloquio con gli operatori del centro.

Progetto – L’app Mascherona è stata sviluppata grazie alla collaborazione tra Rotary Club Genova, Centro Antiviolenza Mascherona e l’agenzia di comunicazione dpsonline. L’obiettivo è offrire alle donne uno strumento semplice e discreto per entrare in contatto con la rete di supporto. Attraverso pochi passaggi è possibile inviare una segnalazione, chiedere assistenza o fissare un incontro con gli operatori presenti negli sportelli sul territorio. L’app è disponibile sia per sistemi iOS che Android.

Presentazione – All’evento di lancio hanno partecipato la sindaca di Genova Silvia Salis, l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone, il presidente del Rotary Club Genova Federico Montaldo, il governatore del Distretto Rotary 2032 Luigi Gentile, la responsabile del centro antiviolenza Manuela Caccioni e Fabio Bonini di dpsonline.

Obiettivo – Secondo la sindaca Salis, l’app rappresenta un passo avanti nella rete di protezione per le donne. “L'app Mascherona rappresenta un importante strumento per rafforzare la rete di sostegno alle donne vittime di violenza. Consentire un accesso semplice, discreto e immediato ai servizi del centro antiviolenza significa facilitare il primo passo verso un percorso di uscita da situazioni di violenza”.

Dati – Nel 2025 il Centro Antiviolenza Mascherona ha registrato 530 contatti da parte di donne. In 454 casi è stato effettuato un primo colloquio di accoglienza e 404 donne hanno avviato un percorso strutturato di uscita dalla violenza. Complessivamente, considerando anche percorsi avviati negli anni precedenti, sono state 553 le donne seguite nel corso dell’anno.

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