Genova, il 'Premio Paganini' torna in Italia: l'edizione 2021 a Giuseppe Gibboni

di Edoardo Cozza

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Il 20enne talento musicale campano trionfa a 24 anni di distanza da Giovanni Angeleri: "Un onore immenso, ancora devo realizzare"

Con il salernitano Giuseppe Gibboni, il Premio Paganini Torna in Italia. Si è appena conclusa della 56ª edizione del prestigioso concorso di violino, che si è svolto con la direzione artistica di Giuseppe Acquaviva. A dichiarare Giuseppe Gibboni vincitore, la giuria, presieduta da Sergej Krylov e composta da Pietro Borgonovo, Pierangelo Conte, Francesca Dego, Stephanie Gonley, Pavel Korgan, Aiman Mussakhajayeva, Cristoph Poppen, e Pavel Vernikov. Ci sono voluti 24 anni per vedere un italiano trionfare nel premio che si è svolto al Teatro Carlo Felice: l'ultimo fu Giovanni Angeleri nel 1997.

Ecco le sensazioni di Giuseppe Gibboni il giorno dopo la vittoria: "Devo ancora realizzare bene, ma è un onore immenso davvero. È un concorso durissimo, il repertorio è molto vasto: in finale si portano due concerti. Dunque tra prove e finale è stato tutto molto difficile, ma ne è valsa pena".

Prepararsi per un premio del genere è tutt'altro che facile: "In realtà non si è mai pronti, perché in un concorso ci sono tantissime dinamiche: ma io sono preciso, ci ho messo tanto impegno. Da un anno ho iniziato a prepararmi per questo concorso ed è andata bene"

Gibboni era l'unico italiano dei 24 concorrenti in gara, un segnale abbastanza chiaro di quella che sia la situazione musicale nel nostro Paese: "In Italia non si investe abbastanza nella musica e nei giovani che vogliono seguire quello che è un percorso difficile. Io ora vivo in Austria, a Salisburgo nel Mozarteum e lì c'è un'altra cultura: qui c'è qualche realtà che funziona, ma servirebbe una struttura diversa, un approccio diverso a questo mondo"

Al suo fianco, a supportarlo, c'è una musicista, la chitarrista Carlotta Dalia, anche lei giovane talento già sulla ribalta internazionale: "Condividere questo con la persona che mi è vicina mi aiuta tantissimo, è davvero fondamentale. Sono tornato a Genova dopo aver fatto questo concorso tre anni fa: ero più inesperto, ma soprattutto avevo bisogno di qualcuno che mi stesse vicino, che mi supportasse. L'aiuto di una musicista come Carlotta, peraltro vincitrice del premio Paganini, ma per la chitarra, è stato importantissimo". 

E allora ecco le parole di Carlotta: "Sono stati 10 giorni intensi, tra i più tesi della mia esistenza. Anch'io ho partecipato a tantissimi concorsi internazionali: ma nulla può essere paragonato alle sensazioni che ho vissuto qui, perché quando mi impegno in prima persona ho il controllo di quello che accade, qui l'ho vissuta dall'esterno. Giuseppe, comunque, ha regalato una soddisfazione immensa: peccato solo che il secondo non sia stato un inglese!".