Genova. Il comune stoppa definitivamente il progetto del "Palabombrini"
di Claudio Baffico
Stop definitivo al Il progetto del nuovo palazzetto dello sport indoor “Palabombrini”. Il Comune di Genova ha messo la parola fine a un intervento concepito durante la precedente amministrazione e che, nonostante non sia mai arrivato alla fase realizzativa, è già costato circa un milione di euro in spese di progettazione.
La scelta, maturata politicamente nei mesi scorsi, è stata ora ufficializzata con una comunicazione formale che sancisce l’abbandono di uno degli interventi più volte annunciati negli ultimi anni per l’area ex Ilva di Cornigliano, oggi sotto la gestione della Società per Cornigliano.
Già dall’autunno la Giunta guidata da Silvia Salis aveva manifestato una posizione nettamente critica rispetto alla realizzazione di una struttura ritenuta eccessivamente onerosa e poco compatibile con le caratteristiche dell’area. Nei giorni scorsi, da Palazzo Tursi, è partita una pec indirizzata proprio alla Società per Cornigliano che anticipa l’adozione di un prossimo provvedimento di Giunta sulla futura destinazione urbanistica della zona.
La comunicazione è sottoscritta dall’assessore comunale ai Lavori pubblici Massimo Ferrante. Nel documento viene chiarito che la Conferenza dei servizi, avviata per l’approvazione del nuovo impianto di atletica indoor, è stata sospesa a seguito delle richieste di integrazione avanzate dalla Regione Liguria e mai soddisfatte. In particolare, si fa riferimento alla necessità di approfondimenti idraulici e verifiche progettuali connesse alla futura realizzazione dello scolmatore del rio Roncallo, opera esterna e non inclusa nel progetto del Palabombrini.
Ma è soprattutto il passaggio politico a segnare la svolta definitiva. Nella lettera si legge infatti che il progetto “non risulta più coerente con la visione strategica dell’Amministrazione sull’area”, posizione che verrà formalizzata con una prossima deliberazione della Giunta comunale. Un’affermazione che di fatto archivia il Palabombrini così come era stato originariamente concepito.
A cadere, di conseguenza, è anche il progetto già integralmente finanziato. La pec precisa che, dopo la delibera di Giunta, verranno definite le modalità di prosecuzione o di interruzione dell’incarico professionale.
A spiegare le ragioni della scelta è lo stesso assessore Ferrante, che rivendica un cambio di approccio nelle politiche di intervento sul territorio: "Non ci sono le risorse per realizzare quell’opera. Si trattava di un progetto calato dall’alto, che non nasceva da un reale confronto con il quartiere. Le richieste dei cittadini vanno in un’altra direzione: più verde, spazi aperti, interventi sostenibili".
Ferrante non esclude una funzione sportiva per l’area, ma ridimensiona fortemente le ambizioni del passato: "Non siamo contrari allo sport, ma non a un impianto mastodontico sul modello Fiumara. Le risorse disponibili sono circa 9 milioni di euro e bisogna partire da lì». L’assessore richiama inoltre le criticità legate alla sicurezza: «Parliamo di un’area esondabile, classificata P3. Prima di qualsiasi scelta occorre affrontare seriamente i temi idraulici".
Il confronto con il Municipio VI Medio Ponente è già stato avviato, come conferma lo stesso Ferrante, che cita l’interlocuzione con il presidente Fabio Ceraudo: "Una struttura può esserci, ma con dimensioni e funzioni completamente diverse rispetto a quanto immaginato in passato".
La lettera inviata alla Società per Cornigliano assume quindi un significato preciso: "Vuol dire che non ha più senso proseguire con quella progettazione. Vogliamo seguire le istanze della comunità. Basta con progetti milionari imposti dall’alto e destinati a fallire".
Con l’archiviazione del Palabombrini, la Giunta Salis rilancia dunque un modello di pianificazione che punta a rimettere al centro i municipi e il coinvolgimento diretto dei territori: un cambio di rotta che apre ora la partita sulla futura destinazione dell’area ex Ilva di Cornigliano.
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