Genova, condanne tra i nove e i quattordici anni per gli aggressori del 18enne in carcere

di Claudio Baffico

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Genova, condanne tra i nove e i quattordici anni per gli aggressori del 18enne in carcere

Un episodio di estrema violenza aveva coinvolto un 18enne, alla sua prima esperienza in carcere per una rapina di lieve entità, vittima di aggressioni da parte dei compagni di cella che, senza alcun riscontro, lo ritenevano un pedofilo. Per oltre due giorni il giovane aveva subito maltrattamenti ripetuti, tra cui percosse, umiliazioni e abusi, riportando gravi conseguenze fisiche e psicologiche.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le violenze si erano protratte tra il primo e il tre giugno e sarebbero state commesse da quattro detenuti. Il ragazzo era stato colpito con oggetti di fortuna, sottoposto a pratiche degradanti e minacciato affinché non raccontasse quanto accaduto. In un primo momento, infatti, ancora sotto shock, aveva dichiarato di essersi procurato da solo le ferite.

Il procedimento giudiziario si è concluso con condanne significative: due imputati hanno ricevuto 14 anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo e tortura, un terzo è stato condannato a 9 anni e 10 mesi per tortura, mentre un quarto è stato assolto per insufficienza di prove. Il giudice ha inoltre stabilito una provvisionale di 200mila euro a favore della vittima, pur essendo difficile che tale somma venga effettivamente corrisposta.

La vicenda ha avuto ripercussioni anche all’interno del carcere, dove, dopo il ricovero del giovane in ospedale in condizioni gravi, si è diffuso rapidamente il malcontento tra i detenuti. Il 4 giugno è scoppiata una sommossa, con danneggiamenti e proteste che hanno coinvolto diverse aree della struttura e richiesto ore per essere contenute, cessando solo dopo il trasferimento degli aggressori.

Una volta dimesso, il ragazzo è stato accolto in una comunità protetta e ha iniziato un percorso di supporto psicologico per affrontare il trauma. Parallelamente sta seguendo trattamenti medici, tra cui sedute di laser-terapia, per ridurre i segni lasciati dalle violenze. Il percorso di recupero si prospetta lungo e complesso, sia sul piano fisico che su quello emotivo.

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