Genova: Commissione armi in porto, parole grosse e minacce al consigliere Gandolfo, seduta sospesa, FdI minaccia l'Aventino
di R.P.
Bianchi: "Non torneremo in aula fino a condanna dell'accaduto". Accuse alla maggioranza anche da Rosso, Maullu, Bordilli e Bevilacqua
Doveva essere un confronto sulla proposta di istituire un Osservatorio comunale dedicato al monitoraggio dei traffici di armamenti nel porto di Genova, ma la riunione della commissione consiliare si è trasformata in un pomeriggio ad alta tensione. Tra accuse reciproche, proteste, momenti di forte nervosismo e la sospensione dei lavori, il dibattito ha finito per concentrarsi più sul clima in aula che sul merito della proposta.
L'iniziativa, sostenuta dalla maggioranza e illustrata dalla capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghio, punta alla creazione di un organismo che coinvolga Comune, Prefettura, Autorità di sistema portuale e Capitaneria di porto. L'obiettivo è monitorare e rendere trasparenti i transiti di materiali bellici nello scalo genovese, nel rispetto di quanto previsto dalla legge 185 del 1990 sull'esportazione e il transito di armamenti.
Nel corso della prima parte della seduta sono intervenuti diversi rappresentanti del mondo sindacale e associativo favorevoli al progetto: Riccardo Rudino del Collettivo autonomo lavoratori portuali (Calp), José Nivoi dell'Usb, Carlo Tombola di The Weapon Watch e Claudia Amerio di Emergency, che hanno illustrato le ragioni a sostegno dell'Osservatorio.
La situazione è degenerata nella fase successiva, quando i gruppi di centrodestra hanno contestato l'assenza del vicesindaco Alessandro Terrile, titolare della delega al porto. Terrile era impegnato in un altro incontro istituzionale ed è arrivato in commissione solo in un secondo momento, quando però la protesta dell'opposizione era già esplosa.
Nel frattempo il consigliere di Fratelli d'Italia Nicholas Gandolfo aveva lasciato l'aula in polemica con il presidente della commissione Marco Mes. Durante il confronto si è verificato anche un momento di forte tensione che ha coinvolto Riccardo Rudino del Calp. Il sindacalista si è alzato dirigendosi verso i banchi del centrodestra pronunciando la frase: «Vi aspetto fuori». Il gesto ha rischiato di far degenerare la situazione ed è stato immediatamente contenuto dalle persone presenti, tra cui anche l'assessora Rita Bruzzone.
L'episodio ha spinto il presidente della commissione a interrompere temporaneamente i lavori per consentire una riunione dei capigruppo. La sospensione, tuttavia, non è bastata a riportare la calma.
Al termine della seduta i consiglieri di Fratelli d'Italia Sergio Gambino e Nicholas Gandolfo hanno segnalato l'accaduto alla polizia locale, criticando anche la gestione della vicenda da parte della maggioranza.
Commento di Alessandra Bianchi (FdI) - "Quanto accaduto oggi è il risultato di un clima d'odio che la maggioranza, inclusi gli esponenti della Giunta, hanno legittimato non prendendo mai posizione giustificando insulti, minacce e comportamenti violenti non solo all'interno della Sala Rossa. È inaccettabile che il vicesindaco, sempre pronto a farci la morale, oggi abbia provato ad addossare sul collega vicepresidente Gandolfo le responsabilità di chi - un rappresentante del CALP presente come audito - invece ha avuto un atteggiamento aggressivo, violento e pericoloso che avrebbe potuto originare qualcosa di ancora più grave se non fosse stato bloccato da più persone che per trattenerlo gli hanno addirittura strappato la maglia. Non possiamo più subire quello che denunciamo da un anno: permettere e sminuire o addirittura giustificare qualsivoglia forma di violenza non può che generare ulteriore violenza. Pretendiamo rispetto e una unanime presa di distanza. Come Fratelli d'Italia non torneremo in aula fino a quando, anche dalla maggioranza, non arriverà una piena condanna" dichiara Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d'Italia.
Commento di Matteo Rosso e Stefano Maullu (FdI)- "Come ho avuto modo di dire pochi giorni fa il clima di scontro politico costante può giovare nel gioco dei sondaggi, ma mette in pericolo la libertà democratica di una città. Quanto accaduto oggi in Sala Rossa a Genova deve far riflettere chi da mesi sta soffiando sul fuoco: oggi non si è arrivati allo scontro grazie all'intervento di chi in Aula ha fermato una possibile aggressione" così dichiara l'On. Matteo Rosso coordinatore regionale di FdI. "Il dibattito, anche se acceso, è parte della politica, ma va ricordato che in quella stessa Aula Alessandra Bianchi, capogruppo di FdI, è stata minacciata e nessuno della maggioranza ha preso realmente le sue difese e quello di oggi non è che l'ennesimo caso di una demonizzazione dell'avversario che ingenera odio financo alla violenza" aggiunge il commissario cittadino di FdI, l'On Stefano Maullu vicepresidente del gruppo parlamentare di FdI alla Camera. "Chiediamo una presa di posizione netta da parte di tutti – concludono all'unisono Rosso e Maullu – ricordando a chi agita costantemente gli animi di fermarsi prima che sia troppo tardi. Al Vicepresidente del Consiglio Nicholas Gandolfo oggetto oggi di minacce va la piena solidarietà di Fratelli d'Italia e ci auguriamo che altrettanto vorranno esprimere tutte le forze politiche, anche di maggioranza" così concludono i due parlamentari di Fratelli d'Italia.
Commento di Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua (Lega) - "Quanto accaduto oggi durante la seduta della Commissione Consiliare è di una gravità inaudita, ma purtroppo non ci sorprende. È il culmine e l'inevitabile risultato di un clima d'odio, tensioni e delegittimazione che a Genova va avanti da ben 13 mesi dall'inizio di questo mandato, tra insulti continui e silenzi complici".Lo dichiarano in una nota di fuoco i consiglieri comunali della Lega, Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua.Durante i lavori della commissione odierna, un soggetto audito ha tenuto un comportamento palesemente violento e intimidatorio. Un fatto già di per sé intollerabile, reso ancor più scandaloso dall'atteggiamento del Vicesindaco di Genova che non ha condannato l'episodio, arrivando anzi a dando dei vergognosi ai consiglieri di centrodestra."Questo è un insulto diretto alle istituzioni" – incalzano Bordilli e Bevilacqua. "Ma questo episodio non nasce dal nulla: è il frutto avvelenato di oltre un anno in cui la sinistra, con il sindaco in testa, ha sistematicamente sdoganato l'insulto e il fango contro di noi, preferendo il silenzio complice ogni volta che veniva superato il limite del confronto civile."I consiglieri della Lega puntano poi il dito contro l'atteggiamento antidemocratico di una parte dell'opposizione:"Stiamo ancora aspettando le scuse ufficiali da parte di un consigliere del Partito Democratico che, dopo aver evocato in passato Piazzale Loreto, oggi ha rivolto un gesto palese con cui ci intimava di abbandonare l'aula. Stigmatizziamo con forza questo atteggiamento arrogante e intimidatorio: è inaccettabile che chi siede tra i banchi del Consiglio Comunale utilizzi gesti di intolleranza e toni antidemocratici. La violenza, verbale e fisica, e i gesti di insofferenza non possono trovare alcuna legittimazione".
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