G8 venticinque anni dopo, Landini (Cgil): "La globalizzazione ha alimentato le disuguaglianze, la politica torni ad ascoltare le persone"
di R.P.
"Ricordare quei fatti significa anche analizzare criticamente i processi che si sono determinati"
A venticinque anni dal G8 di Genova, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, invita a rileggere quei giorni non solo come una pagina di memoria, ma come un momento decisivo per comprendere le trasformazioni economiche e sociali degli ultimi decenni.
Intervenendo a Genova durante le iniziative per l'anniversario del summit del 2001, Landini ha sostenuto che proprio in quegli anni «è cambiato il mondo» con l'avvio di un processo di globalizzazione che, a suo giudizio, ha contribuito a generare le disuguaglianze attuali e ha favorito «un attacco ai diritti e alla democrazia».
Per il leader della Cgil, le violenze che segnarono il G8 non furono episodi isolati, ma si inserirono in un contesto più ampio. «Ricordare quei fatti significa anche analizzare criticamente i processi che si sono determinati. Le violenze non erano fini a se stesse, ma rappresentavano un tentativo esplicito di affermare che la globalizzazione non poteva essere messa in discussione», ha dichiarato.
Landini ha poi collegato quelle dinamiche alle tensioni del presente, sottolineando come la difesa della democrazia resti una priorità. «Oggi siamo di fronte a una crisi della democrazia e viviamo dentro le guerre. Le persone devono tornare al centro dell'azione politica, perché la ricchezza si sta concentrando nelle mani di pochi, che pensano di poter governare senza rappresentare gli interessi della collettività».
Infine, il segretario della Cgil ha rivolto un appello alla sinistra, invitandola a «uscire dal politicismo e dalla logica degli schieramenti» per tornare a confrontarsi con i problemi concreti dei cittadini, compresi coloro che hanno smesso di votare perché convinti che «tutti siano uguali».
Nel suo intervento, Landini ha anche criticato l'attuale esecutivo, sostenendo che «non rappresenta la maggioranza del Paese» e richiamando l'esito dell'ultimo referendum come prova del distacco tra governo e cittadini.
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