Genova celebra San Giorgio: a Palazzo Reale il mito del santo cavaliere tra storia e arte
di Redazione
Tra i 34 preziosi manufatti in mostra, dal Medioevo alla metà del '500, si trovano opere di Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Carpaccio e Mantegna
Un viaggio affascinante attraverso il mito di San Giorgio, patrono di Genova, prende vita in una mostra che unisce reliquie, dipinti, armature e codici miniati. “San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova”, allestita a Palazzo Reale negli spazi del Teatro del Falcone dal 31 ottobre al 1° marzo 2026, racconta come questa figura sia diventata un’icona globale.
La rassegna, la prima di grande rilievo dedicata al santo, esplora la sua diffusione nell’arte religiosa, nei portali dei palazzi e nei documenti ufficiali, fino al gonfalone cittadino che ancora oggi ne porta la bandiera.
“San Giorgio ha avuto un’enorme diffusione in tutto il Mediterraneo e in Europa – spiega Alessandra Guerrini, direttrice dei Musei Nazionali di Genova e curatrice della mostra –. La nostra esposizione parte da Genova, viaggia in Oriente e ritorna alla città, da cui l’iconografia del santo si è irradiata nel continente. La sua figura è semplice ma allo stesso tempo complessa: il cavaliere, il drago, la principessa, la lotta contro il male, la protezione dei più deboli. È un mito straordinario che attraversa secoli e culture.”
Tra i 34 preziosi manufatti in mostra, che vanno dal Medioevo alla metà del Cinquecento, si trovano opere di Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Carpaccio e Mantegna, oltre a prestiti da importanti collezioni europee di Parigi, Bruxelles, Colonia e Amburgo.
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