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Genova, Bassetti: "Perché chi non deve andare a lavoro alle 7.30 prende il bus?

di Redazione

L'infettivologo chiede orari differenziati: "Sotto i 75 anni nel 99% dei casi riusciamo a vincere il covid, gli anziani hanno maggiore fragilità"

"Mio figlio prende l'autobus alle 7.30, questa mattina sono rimasto a guardare chi saliva: alla fermata c'erano 2 ragazzi e 3 ultrasettantenni. Non voglio relegare in casa nessuno ma mi chiedo perché alle 7.30 chi non deve recarsi in un posto di lavoro deve prendere l'autobus insieme a chi invece ha un orario molto ristretto. Credo che ad esempio una differenziazione di orari con percorsi preferenziali attraverso i voucher sui taxi e i noleggi con conducente o attraverso gli stessi trasporti sia un'iniziativa che mette in sicurezza, o cerca di mettere in sicurezza, quella che oggi è la categoria di persone che viene maggiormente colpita da questo virus". Lo ha detto Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell'Ospedale San Martino di Genova intervenendo al Silver Economy Forum parlando di Covid, terza età e prevenzione.

"Abbiamo imparato - ha aggiunto - cosa fare per tutti quelli che hanno meno di 75 anni e non hanno comorbilità, non vuol dire che per qualcuno non possa andare male, ma con ventilazione e farmaci nel 99% dei casi riusciamo a vincere. Con gli ultra 75enni purtroppo c'è una fragilità di base tale che anche con i presidi più moderni non riusciamo a cambiare la situazione", ha spiegato Bassetti a proposito delle cure, sottolineando la necessità di intervenire a tutela di questa fascia con misure di prevenzione, senza precludere la socialità.

"Non so quanto abbia giovato avere chiuso completamente la possibilità per gli anziani di avere visitatori soprattutto nelle Rsa - ha commentato ancora Bassetti - perché alla fine non gli abbiamo fatto venire il coronavirus ma li abbiamo fatti morire di solitudine che forse è ancora peggio".