Genova, investimento mortale di corso Italia: Rametta andrà ai domiciliari con braccialetto elettronico

di Redazione

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Genova, investimento mortale di corso Italia: Rametta andrà ai domiciliari con braccialetto elettronico

Vincenzo Rametta, l'investitore di Corso Italia presunto responsabile della morte di Edoardo Corrieri, andrà agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. Lo ha deciso la giudice al termine di una lunga camera di consiglio durata molte ore. Il giovane investitore, incensurato, aveva ammesso le proprie responsabilità dopo essersi fermato  a poche centinaia di metri dal luogo dell'incidente.

Uno degli aspetti centrali dell'indagine resta quello della volontarietà del gesto. Se da una parte il filmato sembrerebbe evidenziare la direzione dell'auto e la dinamica dell'investimento, con una repentina accelerata negli ultimi metri, dall'altra sarà necessario chiarire le reali intenzioni del conducente, che al momento dei fatti avrebbe avuto un tasso alcolemico superiore di oltre due volte al limite consentito.

Il trasferimento ai domiciliari, tuttavia, non sarà immediato. Rametta ha trascorso la notte nel carcere di Marassi e resterà detenuto fino a quando non sarà disponibile il dispositivo elettronico necessario per il controllo a distanza.

Sul fronte delle indagini, nelle prossime ore verrà conferito l'incarico per l'autopsia, esame che dovrà chiarire con precisione le cause del decesso della vittima.

Ripercorriamo i fatti. In base agli accertamenti finora effettuati, Corrieri e alcuni amici si sarebbero avvicinati a Rametta e al gruppo che era con lui per difendere due ragazze che, secondo l'ipotesi investigativa, sarebbero state importunate. Da quel confronto sarebbe scaturita una discussione degenerata rapidamente.

Le immagini registrate da una telecamera della vicina caserma dei carabinieri mostrerebbero una fase particolarmente concitata della vicenda. Rametta avrebbe afferrato un cartello stradale, utilizzandolo per minacciare il giovane. Successivamente si sarebbe allontanato da solo, seguito a breve distanza da Corrieri. Pochi istanti dopo sarebbe salito sulla propria auto e avrebbe investito il ventinovenne, una manovra che gli investigatori ritengono documentata chiaramente dalle riprese video.

Dopo l'impatto, il trentenne si sarebbe allontanato per alcune centinaia di metri prima di fermarsi. Un secondo sistema di videosorveglianza avrebbe immortalato anche questa fase, consentendo agli agenti delle Volanti di rintracciarlo e bloccarlo poco dopo. 

Le telecamere analizzate dalla polizia mostrerebbero inoltre Corrieri rivolto verso la vettura nei momenti che precedono l'investimento. Un dettaglio che ha attirato l'attenzione degli inquirenti riguarda il telefono cellulare della vittima: dalle immagini sembrerebbe che il giovane stesse utilizzando lo smartphone poco prima di essere travolto. Gli investigatori stanno verificando se possa aver fotografato o ripreso l'auto, magari per registrarne la targa o identificare il conducente.

Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Ranalli, gli investigatori hanno sequestrato l'Audi Q3, il telefono cellulare di Rametta e il cartello utilizzato durante la lite. Dopo l'udienza di convalida, la Procura potrebbe valutare una consulenza tecnica sulla dinamica dell'investimento per approfondire velocità, traiettoria e modalità dell'impatto.

 

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