Genoa, Traorè si presenta: “De Rossi mi ha sempre voluto. Ruolo? Vicino alla porta posso fare grandi cose”
di Luca Pandimiglio
“L’infortunio è stato abbastanza grave e bisogna seguire un percorso preciso, ma non vedo l’ora di tornare con la squadra“
Hamed Junior Traorè è pronto a rilanciarsi con la maglia del Genoa. Il centrocampista ivoriano, ufficializzato negli scorsi giorni, sta svolgendo a Moena un percorso di riatletizzazione dopo il lungo infortunio. Il classe 2000 ha parlato del suo ritorno in Italia, del recupero dall’infortunio, del rapporto con Daniele De Rossi e delle aspettative per questa nuova stagione con la maglia del grifone.
“Considero l’Italia come il mio secondo Paese. Sono arrivato qui a 13 anni, quindi sono cresciuto anche qua. Mi è mancato e sono contento di tornare”.
“So che ci sono tante aspettative. Ne sono consapevole e sto lavorando per farmi trovare pronto. Voglio ripagare la fiducia del mister, del presidente, del direttore e dei tifosi che puntano su di me”.
Rispetto agli anni di Sassuolo, Traorè si sente profondamente cambiato. “A Sassuolo avevo 19-20 anni. Oggi sono più maturo, con tante esperienze. Penso che siamo due giocatori diversi, ma la qualità è rimasta”, ha aggiunto.
Il centrocampista ha poi fatto il punto sulle sue condizioni fisiche dopo il lungo stop. “Sto bene, sto lavorando bene con lo staff medico. L’infortunio è stato abbastanza grave e bisogna seguire un percorso preciso, ma non vedo l’ora di tornare con la squadra. Mi sento veramente bene e non manca molto al rientro”.
Parole di grande stima anche nei confronti dell’allenatore Daniele De Rossi, che ha insistito per averlo a disposizione. “Ho parlato tanto con il mister. Era un bel po’ che parlavamo perché mi ha sempre voluto nella sua squadra e sono contento di essere allenato da lui. Stiamo parlando tanto anche qui in ritiro, vuole sempre sapere la mia condizione, come vanno le cose. Voglio ripagare la sua fiducia”.
Sul piano tattico, Traorè ha le idee chiare sulla posizione in cui riesce a esprimersi al meglio. “Per me è meglio giocare vicino alla porta perché penso che lì posso fare grandi cose. Posso fare anche la mezzala, è il ruolo con cui sono nato, ma vicino alla porta credo sia la soluzione migliore”, ha spiegato.
Infine, il confronto tra le esperienze vissute nei principali campionati europei: “Sono tre campionati diversi. In Italia il calcio è molto più tattico e ordinato, in Inghilterra è box to box, mentre in Francia è un campionato molto tecnico e fisico”.
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