Genoa, Sabelli: «Si è creato un legame speciale con i tifosi. De Rossi? Da giocatore ad allenatore non è mai cambiato»

di Luca Pandimiglio

«Penso che l’anno che siamo retrocessi e poi ripartiti con la vittoria del campionato si sia creato quasi un legame»

Uno dei leader dello spogliatoio del Genoa è Stefano Sabelli che dal ritiro in Val di Fassa ha parlato della sua esperienza in rossoblù, del rapporto con Daniele De Rossi e della crescita dei giovani. 

Ripercorrendo il suo percorso con il Genoa e il rapporto con la tifoseria, il terzino ha spiegato come il tempo abbia cambiato la percezione nei suoi confronti: «Nella vita non è che si può piacere a tutti. Nel calcio i giudizi cambiano molto rapidamente. Io ho sempre cercato di fare quello che so fare meglio, giocare a calcio, dare tutto me stesso come professionista. Poi è normale che la gente, dopo un po’ di tempo, si affeziona e sono contento che sia successo a me».

Sabelli ha poi individuato il momento in cui si è rafforzato il legame con l’ambiente: «Penso che l’anno che siamo retrocessi e poi ripartiti con la vittoria del campionato si sia creato quasi un legame. Alla fine guardavo ieri: siamo rimasti io, Morten e mio cognato Ale (Vogliacco), quindi penso sia anche un po’ normale questa cosa».

«Qualche ragazzo va un po’ indirizzato, però è proprio una questione di cultura. I tempi cambiano e anche nel calcio bisogna quasi più noi che dobbiamo imparare a capire loro».

Sugli esterni a piede invertito: «Io mi sono trovato benissimo. Ho parlato con il mister e avevo detto a lui che era anche una mia idea ogni tanto, quando guardavo le partite di calcio. Poi lui l’ha riproposta: è una cosa interessante. Ovviamente bisogna avere dei giocatori predisposti a farlo, alcuni magari lo sono un po’ meno, però è un’idea che alla fine qualche punticino in più ce l’ha dato».

Su Puzka: «È un buon giocatore. Ho seguito l’anno scorso un po’ di amici che giocano in Serie C e ha fatto dei numeri importanti. È un ragazzo che viene dalla Juve, educato, preciso, austriaco, però sangue tedesco, quindi è inquadrato e spero ci possa dare una mano».

Infine, il rapporto con mister De Rossi: «Io sono stato allenato tanti anni dal papà. Con Daniele ho vissuto poco lo spogliatoio della prima squadra, l’ho ritrovato come allenatore, non è mai cambiato e penso che questa sia anche la sua forza».

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