Genoa-Lecce 2-1, missione compiuta ma (come al solito) quanta sofferenza

di Marco Innocenti

Alla fine l'eroe di giornata è Jagiello con un goal incredibile: palla sul palo e poi carambola sulla schiena di Gabriel

Genoa-Lecce 2-1, missione compiuta ma (come al solito) quanta sofferenza

Al Ferraris ci si gioca una stagione intera in 90' appena. Genoa e Lecce, divise soltanto da un punto, si sfidano per decidere probabilmente quale delle due potrà restare in Serie A anche il prossimo anno. Il Genoa parte benissimo trovando il goal, magari un po' fortunoso ma preziosissimo, di Sanabria. Il Lecce prova a rispondere ma ai salentini manca tanta tecnica. Il Genoa non fa poi moltissimo ma basta e avanza, almeno fino allo scadere, quando Saponara innesca Lapadula. Perin esce con troppa foga e lo travolge. Anche se la difesa rossoblu libera l'area, fra le proteste dei salentini Doveri va al monitor e poi assegna il rigore. Dal dischetto, Mancosu spara in Gradinata. Che la Nord faccia paura anche da vuota? Chissà.

Nella ripresa, il Grifone ha il demerito di lasciare spazio al Lecce che, minuto dopo minuto, prende campo e gioco. Il palo colpito da Criscito fa imprecare i tifosi del Genoa ma mai quanto il goal di Mancosu che, con un tiro-cross velenoso, inganna Perin. La palla gli sfila a pochi centimetri dal corpo e s'insacca. A questo punto, il Grifone sembra accusare il colpo e gioca "col braccino", almeno fino a 10' dalla fine quando Jagiello prova il colpo della domenica: prende la mira sul palo lungo, tiro a girare che colpisce il montante ma la fortuna, che in questa stagione non è stata tanto amica del Grifone, ci mette lo zampino. La palla sbatte sul palo e rimbalza sulla schiena di Gabriel, prima di insaccarsi in rete per il 2-1.

Non certo il goal più bello della stagione ma di sicuro il più prezioso per il Grifone. La salvezza non è cosa fatta, ma una buona dose di tranquillità è il miglior viatico per arrivare al Derby di mercoledì sera, contro una Samp che invece, la salvezza, se l'è già conquistata matematicamente.