Genoa, la favola di Ekuban: il brutto anatroccolo che diventa cigno

di Gessi Adamoli

3 min, 55 sec
Genoa, la favola di Ekuban: il brutto anatroccolo che diventa cigno
Quarant’anni fa Eddie Murphy e Dan Aykroyd sbancavano i botteghini con un film destinato a diventare un cult: Una poltrona per due. E l’attento settore della comunicazione del Genoa non poteva non prendere al volo quella bella storia natalizia per celebrare la vittoria col Sassuolo. Un post nel quale con un abile fotomontaggio Gudmundsson è diventato Aykroyd e al volto di Ekuban è stato sovrapposto a quello di Murphy.
 
È stato proprio stato Ekuban il grande protagonista della partita che ha regalato ai tifosi genoani il regalo più gradito. È il giocatore al quale vogliono bene tutti i tifosi del Genoa in virtù di quella loro naturale predisposizione a stare sempre dalla parte degli ultimi e dei più indifesi. Il suo score con la maglia del Genoa è agghiacciante: 56 presenze e solo 4 gol.  La favola del Natale rossoblù vede proprio Ekuban protagonista. Dopo un primo tempo in linea con le prestazioni precedenti ha segnato il gol della vittoria, sfruttando le sue caratteristiche di contropiedista. Deve fare un monumento a Gilardino che ha continuato a dargli fiducia nonostante tutta una serie di prestazioni deludenti. Un po’ di fortuna gliel’ha portata il sottoscritto che nell’intervallo tra il primo ed il secondo tempo nel collegamento con Paolo Zerbini a Diretta Stadio invocano la sostituzione con Puscas e si sa che certe prese di posizioni spesso si trasformano in veri e propri boomerang. Tutto questo ha permesso a Claudio Onofri, al momento del gol, di esibirsi nel pezzo migliore del suo repertorio: alzarsi e fingere di abbandonare lo studio.
 
Il gol di Ekuban mi dà anche l’occasione di rispondere ad un affezionato telespettatore di Telenord, Fabio Alessandrini, tifoso rossoblùà che ha visto giocare Cini e Traspedini e dunque di centravanti che non fanno gol se ne intende (Cini aveva segnato solo in serie C ed una rete soltanto in B). Nei giorni scorsi ha fatto pervenire alla redazione un messaggio estremamente garbato, ma allo stesso tempo molto incisivo, a favore di Ekuban. Mi è molto piaciuto l’affetto con sui si è schierato a favore di “un giocatore du zena che proteggerò sempre”. Una bella lezione di stile e di attaccamento ai colori sociali.
 
Il Natale 2023 passerà dunque alla storia del Genoa come quello di Ekuban: “Non conosce realmente le sue grandi qualità, quando le scoprirà diventare un giocatore devastante”, ha confidato Gilardino facendo comprendere che non era un capriccio la sua ostinazione a dargli fiducia anche quando sbagliava gli stop ed i passaggi più elementari. Ekuban è in scadenza del ricco contratto triennale (un milione netto a stagione) che gli era stato fatto firmare dalla precedente proprietà con tanto di robusta commissione per il suo procuratore. L’estate scorsa gli era stata offerta l’opportunità di andare a giocare in Francia ma Ekuban aveva preferito restare al Genoa. Ora ha poco più di quattro mesi per ottenere il rinnovo di contratto.
 
Gilardino fa bene ed elogiarlo, ma non esageri. Il rischio è che possa passare il messaggio che col recupero di Retegui, il Genoa là davanti possa andare bene così. Al Genoa serve comunque un’alternativa al centravanti argentino, nonostante la trasformazione di Ekuban da brutto anatroccolo a cigno. L’italo ghanese non è infatti un attaccante d’area di rigore.
 
A Gilardino il Natale porta fortuna. Lo scorso anno, il giorno di Santo Stefano, vincendo a Bari riuscì a togliere la non certo gratificante etichetta di allenatore ad interim dal suo status. E l’albero di Natale l’ha ispirato nel ridisegnare nel secondo tempo la squadra per cercare di rimontare il gol del Sassuolo. A Reggio Emilia il Genoa ha giocato una partita molto simile a quelle di Frosinone e Monza che finì per perdere anche se il pareggio gli sarebbe stato fin stretto. Questa volta ha finalmente avuto dalla sua quel pizzico di fortuna che in altre occasioni gli era mancato.
 
Un Natale così i tifosi del Genoa non se lo sarebbero potuto nemmeno immaginare. È il più bello che potevano desiderare, pienamente soddisfacente a 360 gradi.
 

Venerdì sera c’è l’Inter e sarà durissima in un Ferraris gremito. Ma una classifica che vede di nuovo un rassicurante margine di sicurezza rispetto alla zona retrocessione permetterà al Genoa di giocare con la forza dei nervi distesi di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere. E chissà che Ekuban, dopo essersi sbloccato, non faccia un altro miracolo.