Fusione nucleare: acceso il primo carico elettrico con energia diretta dal plasma

di R.C.

1 min, 52 sec

La ricerca sulla fusione continua comunque ad accelerare, con applicazioni che potrebbero estendersi anche oltre la produzione elettrica terrestre

Fusione nucleare: acceso il primo carico elettrico con energia diretta dal plasma

La ricerca sulla fusione nucleare compie un nuovo passo avanti. Nel Wisconsin, la startup Realta Fusion ha annunciato di essere riuscita a convertire direttamente una parte dell'energia del plasma in elettricità, alimentando alcune lampadine durante un test sperimentale. Non si tratta ancora della svolta che renderà realtà le centrali a fusione, ma il risultato rappresenta un importante avanzamento tecnologico.

L'esperimento è stato condotto il 19 giugno 2026 sul dispositivo Wisconsin HTS Axisymmetric Mirror (WHAM), sviluppato in collaborazione con l'Università del Wisconsin-Madison. Il sistema realizzato da Realta Fusion ha rallentato particelle cariche all'estremità del reattore, generando una differenza di potenziale sufficiente a produrre corrente elettrica.

Durante la prova sono stati raggiunti valori di alcuni ampere a circa 100 volt, abbastanza per accendere diverse lampadine. Sebbene la potenza prodotta sia ancora limitata, il test dimostra la fattibilità di una tecnologia destinata a migliorare l'efficienza dei futuri impianti a fusione.

L'aspetto più innovativo riguarda il metodo utilizzato. A differenza delle centrali convenzionali, dove il calore viene trasformato in vapore per azionare turbine, il sistema sfrutta la conversione diretta dell'energia (Direct Energy Conversion - DEC), che permette di trasformare una parte dell'energia cinetica del plasma direttamente in elettricità, riducendo le perdite dovute ai passaggi intermedi.

Secondo le stime di Realta Fusion, gli impianti commerciali previsti a partire dalla metà degli anni Trenta potrebbero produrre circa l'80% dell'energia attraverso il tradizionale ciclo termico, mentre il restante 20% arriverebbe dalla conversione diretta, con un'efficienza superiore al 90%.

È importante sottolineare che il test non rappresenta ancora una produzione netta di energia da fusione. L'esperimento ha dimostrato esclusivamente la possibilità di recuperare una parte dell'energia del plasma sotto forma di elettricità, senza provare un bilancio energetico positivo dell'intero sistema.

La ricerca sulla fusione continua comunque ad accelerare, con applicazioni che potrebbero estendersi anche oltre la produzione elettrica terrestre. Tra i progetti più ambiziosi figura infatti lo sviluppo della prima nave alimentata da un reattore a fusione commerciale, con un prototipo previsto nei primi anni del prossimo decennio.

Sebbene la strada verso una centrale a fusione pienamente operativa sia ancora lunga, risultati come quello ottenuto da Realta Fusion contribuiscono a consolidare le basi tecnologiche di quella che molti considerano una delle principali fonti energetiche del futuro.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.