Funivia il Valbisagno, il Comitato di Via Vecchia: "Un altro progetto calato dall'alto"
di Redazione
Il Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe ha diffuso il seguente comunicato in merito al progetto di mobilità in Valbisagno presentato dal Comune di Genova con il Politecnico di Milano:
Con riferimento allo studio sulla mobilità per la Val Bisagno elaborato dal Politecnico di Milano, il Comitato di Via Vecchia e Strade Limitrofe ricorda alla Sindaca che in campagna elettorale lei e tutta la sua coalizione hanno preso un impegno con il Comitato firmando un documento in cui si chiedeva di apportare una variante all’attuale progetto rimessa Staglieno, inserendo il parcheggio di interscambio all’interno della futura officina, anziché disporlo su due piani sopra l’edificio. Dallo studio si evince che non solo i due piani di parcheggio verranno realizzati, ma esiste pure la possibilità che sul tetto dello stabile venga inserita la stazione della funivia, che insisterebbe in un contesto urbano densamente popolato e con un traffico veicolare intenso, senza avere fatto un adeguato studio sull’inquinamento acustico prodotto dalle cabine in arrivo e in partenza ogni 30 secondi dalle ore 6 alle ore 23.
La Sindaca Salis ha detto che l’opzione zero non è nei suoi piani ma neanche i Comitati la vogliono, però si aspettavano un dibattito, una discussione per decidere insieme la soluzione migliore per il territorio; invece, ora si ritrovano uno studio che sa tanto di progetto calato dall’alto (di nuovo) e i cittadini possono solo fare delle osservazioni che potranno essere accolte o meno dall’amministrazione. Anche la giunta precedente qui in Val Bisagno permetteva ai cittadini di dare pareri per cambiare minimi dettagli di cose già decise.
I cittadini della valle si aspettavano un vero percorso partecipato che non può ridursi all’essere eventualmente interpellati e solo per modifiche marginali ad uno studio commissionato in autonomia dal Comune. Il tessuto sociale del quartiere di via Vecchia è già stato irrimediabilmente compromesso dagli espropri ma se questo studio diventasse progetto definitivo, la sua realizzazione peggiorerebbe in maniera importante la qualità della vita dei suoi abitanti e metterebbe a rischio il rapporto di fiducia nei confronti dell’Amministrazione.
LA PRESIDENTE DEL COMITATO
Raffaella Capponi
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