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Francesco Moser a Telenord: "La mia vittoria nel Giro d'Italia è ancora indimenticabile"

di Redazione

Lo storico campione: "Genova? Ricordo che da Pontedecimo iniziava il calvario della Bocchetta"

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Francesco Moser, lo storico ciclista italiano con il maggior numero di vittorie su strada, ha fatto tappa negli studi di Telenord. Il campione italiano ha raggiunto Genova in occasione del memoriale per i cento anni dalla nascita di Fausto Coppi: "Il ricordo di fausto Coppi per me è più per sentito dire. Ho un ricordo vago nel 1955 di quando era venuto a correre a Trento nel circuito degli Assi e io insieme a mio padre sono andato a vederlo. Dopo, quando ho iniziato a correre ero obbligato a conoscere gli altri corridori."

Lo storico ciclista ha scritto anche un libro intitolato "Ho osato Vincere": Il libro racconta la mia vita da quando sono nato a quando ho incominciato a correre, tutte le vittorie e le sconfitte. Ci sono tutti i passaggi con i mie fratelli e le conoscenze di tutti i personaggi.

Qual è il ricordo di Genova per Francesco Moser? "Genova è il prologo del giro che avevo vinto nell'80 in centro. Ora non ricordo bene i nomi delle strade, perchè quando corri non ti preoccupi di ciò che ti sta intorno perchè le strade sono chiuse e guardi quello che devi fare. Qui passavamo anche con il giro dell'Appennino perchè ai temopi nostri facevamo 240 km e il giro che facevamo passava al passo della Scoffera e attraversavamo Genova fino a Pontedecimo. Qui iniziava il Passo della Bocchetta che era un calvario. Nonostante fosse una delle corse più dure ho ottenuto una vittoria e due secondi posti."

Oggi Moser continua a correre in bici? "Si, continuo ad andare in bici, oggi è un passatempo e cerco di andare piuttosto piano perchè gli anni sono passati. bisogna cercare di controllarsi e non dare retta all'istinto."

Qual è il ricordo più bello della sua carriera? "È difficile. La vittoria nel giro è stata qualcosa di grande con l'arrivo a Verona, ma anche il record dell'ora, il mondiale... Sono tutte cose che non posso dimenticare"