Forum Salute e Sanità 4a edizione, Patrone: “Possiamo integrare il pubblico e ridurre la mobilità passiva”

di Redazione

«Oggi molti cittadini della Regione Liguria trovano una risposta ai loro bisogni di bassa e media complessità fuori dai confini regionali»

Il Sistema Sanitario Nazionale non è composto soltanto da strutture pubbliche, ma si regge anche sulla collaborazione con numerose realtà private accreditate. Un’integrazione che, soprattutto in contesti regionali complessi come quello ligure, può rappresentare un elemento strategico per migliorare l’efficienza e rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini.

«Il Sistema Sanitario Nazionale collabora, per fortuna, anche con tante realtà private», spiega Federico Patrone, Direttore Generale Garofalo Health Care. «Io amministro una business unit di una società quotata e chiaramente siamo interessati a sviluppare tutta l’attività del privato accreditato convenzionato in Regione Liguria».

La Liguria rappresenta oggi un territorio dalle grandi potenzialità, ma anche attraversato da importanti trasformazioni. «Un sistema piuttosto complesso che, con la recente riforma sanitaria che ha preso avvio dal primo gennaio, ha comportato anche per noi la necessità di riformulare e ripensare quello che può essere il ruolo futuro delle nostre aziende», sottolinea.

Le imprese del settore guardano alla regione come a un bacino ancora significativo di crescita. «Le nostre aziende sono certamente interessate a investire in questa Regione, che rappresenta ancora un bacino di crescita per il privato piuttosto importante», afferma. Una delle criticità più evidenti riguarda infatti la mobilità sanitaria: «Oggi molti cittadini della Regione Liguria trovano una risposta ai loro bisogni di bassa e media complessità fuori dai confini regionali, andando a incrementare l’attività di altre Regioni. Questo comporta per la nostra un puro costo e quindi un’inefficienza del sistema».

In questo scenario, il privato accreditato può giocare un ruolo complementare rispetto al pubblico. «Noi possiamo certamente essere un’integrazione del sistema sanitario pubblico. L’alta complessità difficilmente si potrà affrontare con strutture del privato accreditato convenzionato», precisa, delineando un modello in cui il privato si concentra soprattutto sulle prestazioni di bassa e media complessità, contribuendo ad alleggerire le strutture pubbliche.

Esperienze di integrazione più avanzata esistono già in altre regioni. «Esistono delle rappresentazioni di questo genere in Lombardia, ma sono realtà che sono cresciute in un momento storico particolare e con un modello organizzativo scelto dall’allora politica regionale».

Il gruppo, comunque, non opera soltanto in Liguria. «Il nostro sviluppo non è solo in Liguria: siamo presenti in tutto il Nord Italia con le nostre strutture e qui, in particolare, con le strutture socio-sanitarie», conclude.

 

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