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Forum Liguria 2030, Toti: "Abbiamo due nemici: burocrazia e timidezza nelle decisioni"

di Marco Innocenti

"Il modello Genova? E' solo un decreto. La differenza l'ha fatta il coraggio delle persone, della mano che firma e si assume le responsabilità"

Una Liguria che si dimostra capace di resistere anche alle peggiori crisi, quella che emerge dai dati rilevati dal Forum Liguria 2030, organizzato da Regione e The European House-Ambrosetti e presentato stamani nella splendida cornice dell'ex-abbazia della Cervara a Santa Margherita Ligure. Ma è anche una Liguria che troppo spesso soffre dei ritardi della burocrazia. "Il modello Genova era un Decreto legge, poi applicato con coraggio da tante persone - ha detto il presidente di Regione Liguria GIovanni Toti - Non c’è una legge che possa essere un surrogato del fattore umano nel realizzare le cose, che dia coraggio alla mano che firma o vuole assumersi i rischi d’impresa o amministrativi. Occorre tornare profondamente ad un’etica della responsabilità. Il quadro normativo c’è anche se può essere migliorato, il nostro è un grande Paese, gli investimenti ci sono, le capacità e la tecnologia pure".

"Adesso – prosegue Toti - ci vuole il coraggio che hanno avuto le generazioni passate prima di noi, di chi ha fatto il Risorgimento, di chi ha fatto la ricostruzione post bellica, di chi ha combattuto la guerra sulle montagne. Sono sacrifici molto minori quelli che oggi il Paese chiede alla sua classe irigente, rispetto a quelli del passato. Però un po' di sacrificio va fatto. Abbiamo un Paese pieno di persone a cui piace mettersi la spilletta sulla giacca ma quando c’è da prendersi una responsabilità mettendo una firma e dicendo ‘si fa così, lo deciso io e sono pronto a difenderlo’, spariscono sotto la scrivania. Questo male non lo guariremo con nessun processo legislativo, ma solo con una grande assunzione di consapevolezza e responsabilità da parte della classe dirigente. Non esistono onori senza oneri, cerchiamo di non dimenticarlo in un momento così importante per il paese”.

“Oggi – aggiunge Toti - abbiamo di fronte due nemici temibili: la burocrazia e la timidezza che ha fatto tanti danni nel passato e che ancora oggi non fa partire la Gronda, una cosa intollerabile dopo quello che abbiamo vissuto. Abbiamo tuttavia anche un’opportunità, che potrebbe diventare una catastrofe se non sapremo usarla: la crescita di tanti punti di Pil significa che alcuni cresceranno mentre altri deperiranno perché il Covid li ha colpiti in modo ineluttabile. Dobbiamo saper trasportare il nostro sistema di garanzie, non di occupazione ma di occupabilità della persona, il nostro sistema di formazione professionale, tutto il nostro sistema economico verso il mondo del futuro. Dobbiamo saper trasformare il nostro modello economico e perché questo non sia accompagnato da una crisi sociale che non possiamo permetterci dopo il Covid, dobbiamo saper trasformare anche il nostro sistema di formazione professionale in modo che ogni cittadino viva questa trasformazione come un’opportunità e non come una minaccia. La storia ci insegna che dopo le grandi catastrofi c’è sempre un momento straordinario per l’umanità".

"Certamente abbiamo perso tantissimo terreno, più di 8 punti di Pil ma – evidenzia Toti - sfogliando il Documento di economia e finanza regionale emergono anche cifre importanti che guadagneremo nel futuro. Abbiamo in questa regione alcune condizioni felici: perché agli investimenti del PNRR, la Next Generation, si aggiungono quelli accumulati nel corso degli anni che dipaneranno i loro effetti in modo coerente e sinergico con il Recovery Fund. E parlo di tutti i campi: dalle infrastrutture, con il Terzo Valico che inizierà nel 2024 ad essere operativo, il passante di Genova, la diga del porto, alla raccolta differenziata su cui la Liguria ha fatto passi da gigante, con la prospettiva di trasformare quello che era considerato un costo in una risorsa. Da tutto questo dobbiamo ripartire, un po' più forti perché il covid ha anche contribuito a temprare tutta la classe dirigente di questo paese. Credo che qui oggi ripartiamo bene perché – conclude - lo facciamo dai numeri di questo Report, che ci parlano di straordinarie opportunità che vogliamo cogliere senza perdere neppure un minuto”.