Forum Energia di Telenord: mix energetico tra rinnovabili e nucleare, la strada per la transizione e la sostenibilità

di R.S.

12 min, 15 sec

Dopo la prima giornata, i lavori proseguono venerdì mattina dalle 9,30 con quattro distinte sessioni di approfondimento

Forum Energia di Telenord: mix energetico tra rinnovabili e nucleare, la strada per la transizione e la sostenibilità

Si è aperta, nella cornice dell’Excelsior Palace Hotel di Rapallo, la terza edizione del Forum Nazionale sull’Energia, intitolata “Transizione al bivio” e organizzato da TN Events & Media, in collaborazione con la testata specializzata Quotidiano Energia. L'evento è trasmesso da Telenord (canale 11 del digitale terrestre ligure) e in streaming da telenord.it. Due giornate di confronto tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per analizzare le sfide più urgenti del sistema energetico italiano ed europeo, tra sicurezza, sostenibilità e competitività.

Dopo i saluti introduttivi di Massimiliano Monti, Editore Telenord, gli interventi istituzionale dell'Assessore Ambiente ed Energia Regione Liguria Paolo Ripamonti e del COO Industrial Transformation Eni Giuseppe Ricci, principale partner del Forum, si sono aperti i lavori della prima giornata.

La svolta energetica tra ambizioni e realtà - La prima sessione è entrata nel vivo con la moderazione di Romina Maurizi, Direttrice Quotidiano Energia, e l'intervento di Alfredo Maria Becchetti, Presidente GSE: "Il GSE ha cambiato pelle negli ultimi anni, trasformandosi da soggetto incentivante a soggetto attuatore della transizione, oggi il GSE è il fulcro delle energie rinnovabili". A seguire, il confronto si è articolato in tre panel chiave.

Geopolitica dell'energia - Nel panel dedicato alla geopolitica dell’energia sono intervenuti Costantino Amadei, Presidente Gruppo Gnl Federchimica-Assogasliquidi; Fabrizio Fabbri, CEO Ansaldo Energia; Pier Lorenzo Dell’Orco, Amministratore Delegato Italgas Reti e Presidente Proxigas; Alessandro Cecchi, Direttore Affari Regolatori Iren e Presidente AIRU; Ivanhoe Romin, General Manager Axpo Italia; Sonia Sandei, Special Advisor Assoclima;  Leonardo Brunori, Energy Executive Vice President RINA. Si è affrontato uno dei temi più delicati dello scenario internazionale: la geopolitica dell’energia. In particolare Fabbri ha spiegato che i Paesi dove il mix tra fonti di energia è più ampio le bollette sono più basse e, in particolare, Ansaldo Energia è tornata in utile e gli ordini sono cresciuti del 28%. Le guerre tra Russia e Ucraina e la crisi in Medio Oriente hanno riportato l’energia al centro degli equilibri economici e strategici globali, evidenziando la vulnerabilità delle forniture e delle rotte energetiche internazionali. Il conflitto russo-ucraino ha mostrato quanto la dipendenza da gas e materie prime possa incidere sulle economie europee, mentre le tensioni nel Mar Rosso hanno acceso l’attenzione sulla sicurezza dei trasporti energetici. Oggi la sfida non riguarda più soltanto petrolio e gas, ma anche tecnologie strategiche come batterie, terre rare, idrogeno e sistemi di accumulo. Europa, Stati Uniti e Cina stanno investendo per rafforzare la propria autonomia industriale e ridurre la dipendenza dalle filiere estere. Un tema che coinvolge direttamente anche l’Italia, impegnata a rafforzare sicurezza energetica, rinnovabili e infrastrutture.

Crescita della domanda e rinnovabili - Nel panel 'Crescita della domanda e rinnovabili' sono intervenuti Luca Bragoli, Chief Regulatory & Public Affairs Officer Erg, che ha affrontato il tema di "dare sostegno alle tecnologie funzionali all'evoluzione delle rinnovabili, in un quadro normativo chiaro, nella prospettiva di tutti i soggetti interessati chiamati a fare la propria parte". Antonello Giunta, Amministratore Delegato FS Energy; "Il nostro piano prevede un investimento particolarmente significativo, è importante in tema di decarbonizzazione traguardare l'aumento della produzione da fonti rinnovabili, dobbiamo capire cosa significhi decarbonizzare". Enrico Erulo, Direttore Corporate Affairs Tirreno Power; "Oltre a Vado abbiamo altri impianti idroelettrici, abbiamo attenzione per i consumatori che consumano energia appena prodotta. Abbiamo 18 impianti nella regione che necessitano di manutenzione continua. Il nostro impegno è aumentare energia da rinnovabili". Alessandro Migliorini, Head of Public Affair Italy European Energy; "Oggi situazione preoccupante, fare i conti con la realtà. Ci vuole grande resistenza fisica per fare sviluppo in Italia. Se uno guarda la mappa dei progetti in costruzione c'è una grande differenza tra Sud e Nord. Ci troviamo alle prese con progetti che ricevono 1300 osservazioni ministeriali, c'è una resistenza da parte del territorio. Bisogna far capire ai territori quali siano i benefici. Ci sono progetti in Sicilia che riguardano zone dove l'agricoltura non è svolta". Riccardo Bani, Amministratore Delegato Veos, ha analizzato la questione della "crescita della domanda delle energie secondo una filiera di valori, nella prospettiva di una transizione razionale e proficua per il mondo delle imprese e per la comunità. Paolo Picco, Presidente Federidroelettrica: "Il nostro target è di 3 megawatt. Il piccolo idroelettrico ha una visione cambiata e può agganciarsi alle infrastrutture esistenti. Serviamo consorzi e acquedotti, sistemi dove si consuma parecchio".

Stoccaggio e accumulo - Nel panel 'Stoccaggio e accumulo' sono intervenuti Stefania Timperi, Head of Market Intelligence and Opportunity Identification Eni: "Siamo al centro di un percorso di trasformazione cominciato 15 anni fa, verso la transizione energetica. A Brindisi, andremo a realizzare una gigafactory per la costruzione di batterie al litio, per stare al passo coi tempi. Vogliamo facilitare lo sviluppo di una filiera nuova". Sabina Pinto, Amministratore Delegato e Direttore Generale Redelfi: "Siamo azienda italiana quotata in Borsa e siamo presenti negli Stati Uniti in Texas, Tennessee e Utah. Sviluppiamo progetti di rete di accumulo in modalità 'Stand Alone', per accumulare energia prodotta in certe fasi della giornata. Collaboriamo moltissimo con Terna". Alberto Longhi, Head of Eng & TA Fichtner Italia. "La maggior parte dei nostri impianti, tutti impianti di rete, in media 50 megawatt, sono realizzati secondo il sistema del lotto multiplo ed è importante il coordinamento tra i vari lotti. Si varia a seconda della complessità del progetto, che può essere diviso ulteriormente. Acceleriamo al massimo le attività di richiesta di offerte e di contrattazione. Altro aspetto importante è la scelta tecnologica delle batterie".

Case History - Il case history è stato presentato da Alessandro Venanzini, V.P. Sales Danieli Centro Combustioni. "La nostra società progetta impianti siderurgici completi e impiega 10mila persone in tutto il mondo. Abbiamo sede a Genova e filiale in India. La decarbonizzazione nel mondo siderurgico vede come linea di demarcazione il Green Deal Europeo. Prima era tutto più semplice e gli obiettivi erano meno stringenti. I nostri impianti vanno a gas e con l'obiettivo di neutralità al 2050 abbiamo dovuto cambiare strategie. Abbiamo dovuto costruire i nostri forni sperimentali. I primi anni sembrava tutto idrogeno ma poi il settore incentivi non si è sviluppato. L'idrogeno è una buona soluzione tecnica ma oggi non è fattibile per sistema dei costi. Allora si è virati sull'elettrico, sostituendo gas con resistenze elettriche, ma anche questo comporta problemi. Giappone e Australia hanno incentivato l'uso dell'idrogeno, in Europa si crede nell'elettrico, ci credono tantissimo i Paesi del Nordeuropa. Tra poco partirà la prima acciaieria completamente elettrica".

Il ritorno del nucleare nel dibattito energetico - La seconda sessione, moderata da Roberto Rasia, è stata dedicata al nucleare con due panel.
Sicurezza energetica e Net Zero - Nel primo panel, dedicato a "Sicurezza energetica e Net Zero", sono intervenuti Luca Mastrantonio, Amministratore Delegato Nuclitalia: "Genova è un pezzo di storia dell'industria nucleare italiana. Abbiamo ancora un substrato molto significativo da cui ripartire. Dall'estero cercano know how nucleare italiano: perciò vogliamo partire dalla filiera italiana per organizzare un piano nucleare italiano sfruttando al massimo l'industria nazionale. Il programma italiano non si manifesterà con una semplice intenzione, ma cogliendo le occasioni di aumentare il nostro sistema". Daniela Gentile, Amministratore Delegato Ansaldo Nucleare: "Il contesto impone di guardare al portafoglio energetico in modo differente rispetto al passato, per rendere il sistema sostenibile dal punto di vista ambientale. Anno dopo anno si sono aggiunte variabili importanti, come l'obiettivo di decarbonizzare la siderurgia. Le complessità non si gestiscono in un modo solo. Nel caso si riaprisse la discussione sul nucleare, la prima base è un decreto che riapre la possibilità di reimpostare il Paese per renderlo idoneo al nucleare, a partire dalle infrastrutture legislative. Oggi l'opinione pubblica è molto più favorevole di una volta, specie i giovani. In Romania stiamo lavorando a un progetto particolare, due unità in collaborazione con un tecnologo canadese e un impianto cui stiamo 'allungando la vita'". Massimo Debenedetti, Amministratore Delegato Cetena: "Negli ultimi anni abbiamo speso molto per le rinnovabili, che ci danno autonomia energetica ma dipendenza tecnologica, nutrendo una filiera tecnologica basata in Cina. Da marzo la Cina ha aumentato del 50% l'esportazione di componentistica fotovoltaica. Non facciamo l'errore fatto con le rinnovabili: il nucleare è una tecnologia europea con solidissime basi in Italia e investirvi significa riaprire una filiera di tutto rispetto. Fincantieri si occupa di nucleare per via della multidimensionalità energetica". Franco Cotana, Amministratore Delegato RSE: "Siamo coinvolti a pieno titolo in questa transizione ambientale, da molti anni lavoriamo a questo obiettivo. Abbiamo valutato scenari diversi, si dice che il mondo potrebbe funzionare solo con le rinnovabili ma quelle che programmiamo oggi non sono stabili e così abbiamo problemi di stoccaggi. Abbiamo valutato scenari diversi e il nucleare conviene perché assicura la stabilità, affidabilità e continuità della rete elettrica. Il black out spagnolo di 10 ore ha provocato danni per un miliardo, in Italia il danno sarebbe stato cinque volte tanto. Il mix rinnovabili-nucleare è vincente perché possiamo realizzarlo con il nostro sistema di imprese. Il nucleare da fissione ha molti vantaggi sulle altre tecnologie. Sulla fusione siamo nel campo della ricerca e pensiamo alla fusione a confinamento non magnetico". Viviana Cruciani, Assistente AD e Coordinatrice programmi decommissioning Sogin: "Oggi Sogin affronta sfide tecnologiche molto importanti, per lo smantellamento dei siti italiani, in cui oggi si potrebbero implementare le nuove tecnologie da sviluppare. Disponendo già di questi beni ci sarebbe un risparmio economico, senza la necessità di costruzioni nuove, secondo l'esempio di Caorso, funzionante dal 1981 al 1986. Manteniamo in funzione impianti in  esercizio quando le centrali funzionavano. Le competenze di Sogin sarebbero immediatamente disponibili se in Italia si volesse tornare al nucleare".

Competenze e politiche industriali - Nel secondo panel, 'Competenze e politiche industriali', hanno preso la parola Tommaso Botto, Manager Divisione Industry and Energy ASG Superconductors: "Lavoriamo su magneti superconduttivi funzionali all'industria nucleare. La complessità e la precisione richiesta sono molto elevate e noi siamo in grado di attenervisi. Non disperdere energia e trasmetterla sono funzioni cruciali, la superconduttività va anche in questa direzione, il tutto con tecnologia italiana. Stiamo lavorando al progetto Iris, che porterà un gigawatt di potenza in poco più di 20 cm di diametro". Giacomo Grasso, Responsabile Laboratorio progettazione e analisi sistemi nucleari Enea: "La disponibilità di energia corre in parallelo col miglioramento della qualità della vita. L'energia deve essere prodotta in maniera pulita. La fusione nucleare porta sulla terra una fusione che avviene nelle stelle, per avere energia in enorme quantità a bassissimo impatto ambientale. Serviranno passi ulteriori per arrivare al concreto sfruttamento commerciale, per gestire i milioni di gradi di temperatura all'interno del plasma mediante un divertore da realizzarsi a Frascati presso i laboratori Enea. In Italia tantissime delle aziende che avevamo si sono riconvertite, ma ne abbiamo oltre 70 ancora impegnate nel nucleare e con una credibilità internazionale. Quando partimmo col programma nucleare, eravamo tra le prime potenze al mondo e questo patrimonio di conoscenze non si è disperso. Questa base di partenza è necessaria per poter pensare al rilancio del nucleare". Edoardo Fiorentini, Head of Magnetic Fusion Initiatives Development Eni: "Eni è una società che crede nelle tecnologie, noi abbiamo un approccio neutrale per ottenere la decarbonizzazione. La fusione è sicura e parte da elementi reperibili in natura. Il percorso di Eni inizia da lontano, dal 2008. Siamo in grado di riprodurre fenomeni che la forza di gravità produce nelle stelle. Vogliamo generare energia da fusione nel prossimo decennio, siamo nella fase sperimentale nella prospettiva di passare alla fase commerciale. Il nostro obiettivo è far passare la fusione come elemento industriale e commerciale".


SECONDA GIORNATA - La seconda giornata del Forum si aprirà venerdì 8 maggio alle 9,30 con gli interventi di Milena Antonella Rizzi, Prefetto Capo Servizio Regolazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e di Roberta Pinotti, Presidente del Polo Nazionale della Subacquea. A introdurre i lavori sarà Roberto Rasia.

La mattinata sarà dedicata al tema della cosiddetta “transizione gemella”, in cui digitalizzazione e innovazione tecnologica verranno analizzate come leve decisive della trasformazione energetica. La Sessione 3, moderata da Paola Girdinio, presidente di Start 4.0 e docente dell’Università di Genova, si aprirà con la relazione di Carlo Cavazzoni, responsabile dell’Hypercomputing Continuum di Leonardo, che inquadrerà il ruolo del calcolo avanzato come infrastruttura strategica per i sistemi energetici del futuro.

A seguire, il primo panel affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale e transizione energetica, con contributi che arriveranno dal mondo industriale, legale e tecnologico. Interverranno Mirco Junior Mariani (TXT Industrial), Giorgio Allasia (Gruppo FOS), Marta Bray (B-Right Lawyers), Mattia Zara (Veos AI) e Giovanni Ponti (Enea), mentre una case history sarà dedicata alla startup MyWAI e al tema della sovranità tecnologica nell’impiego dell’AI per infrastrutture critiche.

Il secondo panel della mattinata sarà invece incentrato sulla resilienza energetica e sulla cyber security, con gli interventi di Ivan Monti (Ansaldo Energia), Francesco Maria Gavotti (B-Right Lawyers), Roberto Caviglia (Gruppo HWG Sababa) e Alessandro Manfredini (A2A), che metteranno in evidenza il legame sempre più stretto tra sicurezza digitale e continuità dei sistemi energetici.

Dopo una breve pausa, i lavori proseguiranno con la Sessione 4 dedicata alla dimensione underwater come nuova frontiera della sicurezza energetica. Il confronto coinvolgerà rappresentanti del settore industriale e della difesa subacquea, tra cui Giulio Marino Cappelletti del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, Andrea Cornetti di Unitirreno, Andrea Savino di Fincantieri e Stefano Meggio di Saipem, in un dibattito focalizzato sulle tecnologie sottomarine e sulle loro possibili applicazioni strategiche.

La Sessione 5, a seguire, porterà l’attenzione sul settore marittimo e sulla decarbonizzazione dello shipping, in un panel organizzato dal Propeller Club Port of Genoa. Interverranno esponenti del comparto armatoriale, industriale e della ricerca, tra cui Lorenzo Pollicardo (SYBAss), Simone Bruckner (Sanlorenzo), Emanuela Franchini (F.lli Cosulich), Andrea Cogliolo (RINA) e Nicole Colla (Axpo Italia), mentre Paolo Cuomo (ENI) offrirà un approfondimento sul rapporto tra competitività industriale e transizione energetica.

Dopo il pranzo ufficiale, il pomeriggio sarà dedicato al fattore umano della transizione energetica e alla sfida dello skill gap. La Sessione 6 vedrà gli interventi di Andrea Delucchi (Confindustria Genova), Marco Fossa (Università di Genova) ed Elisabetta Arato (Ticass), che rifletteranno sulla necessità di colmare il divario di competenze per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico.

La giornata si concluderà nel pomeriggio con le considerazioni finali e la chiusura ufficiale del convegno, che ribadirà la centralità del dialogo tra istituzioni, industria e ricerca in una fase cruciale della transizione energetica europea.

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