Forum ecosostenibilità Tn, Riciclo PET. Ciotti: “Servono regole uguali e stop temporaneo alle importazioni”

di Carlotta Nicoletti

Il settore europeo del riciclo della plastica è a un bivio: tra obiettivi ambientali ambiziosi e una concorrenza globale sempre più aggressiva, i riciclatori chiedono interventi urgenti per restare competitivi. È il messaggio lanciato da Antonello Ciotti, chairman di Petcore Europe, durante un confronto sul futuro della filiera del PET.

Filiera PET – Petcore Europe rappresenta l’intera catena del PET, un materiale che non riguarda solo le bottiglie ma anche packaging alimentare e applicazioni medicali. Con oltre 160 membri, tra cui grandi multinazionali, l’associazione è un punto di riferimento per il settore a livello europeo.

Normativa UE – Al centro del dibattito c’è la direttiva europea sulla plastica monouso (SUPD), che impone dal 2025 una quota minima del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie. Una misura pensata per incentivare l’economia circolare, ma che sta mostrando alcune criticità applicative.

Criticità – “Il contenuto riciclato proviene sempre più da Paesi extra europei”, evidenzia Ciotti. Questo fenomeno sta mettendo in difficoltà i riciclatori europei, che si trovano a competere con realtà dove i costi di raccolta e lavorazione sono nettamente inferiori.

Costi – In Europa, il costo medio di raccolta dei rifiuti può arrivare a 400-500 euro a tonnellata, mentre in altri Paesi è fino a dieci volte più basso. Un divario che non può essere compensato solo con tecnologia e innovazione.

Proposte – Per riequilibrare il sistema, Petcore Europe propone una moratoria temporanea di due anni, durante la quale privilegiare l’utilizzo di materiale riciclato proveniente dall’Europa. L’obiettivo è creare condizioni di concorrenza più eque e garantire standard qualitativi uniformi.

Prospettive – Il tema, sottolinea Ciotti, è strategico: “Se i rifiuti diventano il nuovo petrolio, è necessario che il sistema europeo sia messo nelle condizioni di funzionare”. La sfida ora è trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.

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