Forum ecosostenibilità Tn, Pagnozzi (Biorepack): "Più raccolta e riciclo delle bioplastiche nell’organico per rafforzare l’economia circolare"

di Luca Pandimiglio

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Promuovere una gestione sempre più efficiente e consapevole degli imballaggi in bioplastica compostabile, rafforzando il ruolo dei cittadini e delle amministrazioni locali: è questa la principale sfida per il futuro di Biorepack. A delinearla è Carmine Pagnozzi, direttore generale del consorzio, che traccia gli obiettivi e le strategie per consolidare i risultati già raggiunti.

Biorepack, infatti, ha già superato i target di riciclo fissati dalla normativa vigente, ma guarda avanti con l’intenzione di ampliare ulteriormente la diffusione di comportamenti virtuosi sul territorio. Al centro c’è un messaggio chiaro: gli imballaggi in bioplastica compostabile — come shopper e sacchetti per l’ortofrutta — devono essere conferiti correttamente nella raccolta dell’umido domestico.

“Il nostro obiettivo è promuovere e diffondere ancora di più la raccolta e il riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabili all’interno dell’organico”, spiega Pagnozzi. “È fondamentale che questi rifiuti vengano smaltiti correttamente, così da poter essere trasformati in compost e rientrare pienamente nel ciclo dell’economia circolare”.

Per sostenere questo percorso, Biorepack ha introdotto uno strumento concreto rivolto sia ai cittadini sia alle imprese: il nuovo marchio organico Biorepack. Questo contrassegno è applicato sugli imballaggi in bioplastica compostabile certificati secondo lo standard EN 13432 e ha una duplice funzione.

Da un lato, rende evidente quali prodotti contribuiscono al sistema di gestione dei rifiuti attraverso il pagamento dei contributi ambientali, destinati a finanziare le attività di raccolta, trasporto e riciclo svolte dalle amministrazioni locali. Dall’altro, offre ai cittadini un’indicazione immediata e chiara su dove conferire correttamente il rifiuto una volta terminato il suo utilizzo.

“Il marchio organico Biorepack serve proprio a indicare che quel materiale va nell’organico”, sottolinea il direttore generale. “È uno strumento fondamentale per migliorare ulteriormente i risultati già ottenuti e per accompagnare cittadini e imprese verso pratiche sempre più sostenibili”.

L’impegno del consorzio si inserisce in un contesto più ampio, quello della transizione verso un modello di economia circolare, in cui ogni materiale viene valorizzato e reimmesso nel ciclo produttivo. In questo scenario, la corretta gestione degli imballaggi compostabili rappresenta un tassello cruciale.

La sfida, dunque, non è solo tecnologica o normativa, ma soprattutto culturale: diffondere consapevolezza e semplificare i comportamenti quotidiani, affinché ogni gesto — anche il più semplice, come buttare un sacchetto — contribuisca concretamente alla sostenibilità.

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